Montedoro: da Don Matteo al teatro
passando per il Festival di Sanremo

Chi è Simone Montedoro? Se lo chiamiamo con il nome del personaggio che lo ha fatto conoscere al grande pubblico televisivo, tutto è chiaro: il Capitano Giulio Tommasi della fortunata serie Don Matteo. Simone inizia giovanissimo come attore di fotoromanzi per approdare presto a cinema e televisione interpretando fiction di successo. Recentemente si è perfino cimentato accanto ad Anna Ferzetti nel siparietto sanremese Prima del Festival, riuscendo a “bucare” il piccolo schermo con la sua presenza accattivante e una carica non comune di contagiosa simpatia. Molto legato alle sue origini teatrali, da inizio anno l’attore romano è tornato in tournée con La Casa di Famiglia, in cui tornano ad esibirsi con lui gli stessi interpreti di una precedente commedia Finché giudice non ci separi: Toni Fornari, Luca Angeletti, Laura Ruocco, per la regia di Augusto Fornari. La commedia, molto divertente e scritta nel 2011, racconta le vicende di quattro fratelli dai caratteri assai diversi alle prese con la vendita della casa paterna da tempo disabitata. La decisione, molto discussa, sarà messa ai voti, generando un vortice di scontri e polemiche destinati a far affiorare, tra ricordi e nostalgie, rancori in apparenza sopiti. Simone Montedoro, che per l’occasione veste i panni del romantico Oreste, è attore noto al grande pubblico oltre che per aver interpretato ruoli di spicco, per aver prestato il volto a pubblicità di successo ed essere stato tra l’altro inedito protagonista di Ballando con le Stelle.

 

 

Montedoro, subito dopo la sua “incursione” a Sanremo la rivediamo in teatro…

«Sì, siamo un gruppo di attori molto affiatati e La Casa di Famiglia è un lavoro in cui ci si diverte tantissimo con il piacere rinnovato di coinvolgere il pubblico».

È reduce dall’esperienza di “inviato” speciale a Sanremo, com’è andata?

«È stata per me una cosa bella e davvero nuova, che mi ha dato l’occasione di sperimentare modelli comunicativi diversi dal solito. Bellissimo e molto interessante vedere come si muove la macchina del Festival dietro le quinte, quante sono le persone che ci lavorano per “fare squadra” e raggiungere il risultato finale. Un’ottima palestra che mi ha permesso di misurarmi con una realtà particolare che mi farebbe piacere frequentare ancora».

Lei ha un aspetto in qualche misura “militaresco”, l’ha aiutato in certe famose fiction?

«Me lo dicono in tanti… Comunque devo precisare che la professionalità di un attore è soprattutto capacità di sapersi calare nella parte in modo assoluto e per questo occorre tanta disciplina. Faccio da sempre molto seriamente il mio lavoro, questa è la verità».

Meglio la televisione o il teatro?

«Tutti e due, direi. Sono ambiti molto diversi ma non saprei scegliere. Se mi offrono una parte in cui credo non vedo perché discriminare».

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