Nonni in moto e milf all’arrembaggio
Il mondo è malato di giovanilismo

Un mondo ammalato di giovanilismo. Lo psicanalista e docente di Psicopatologia dello sviluppo, Massimo Ammanniti, non ha dubbi: si rifiuta di invecchiare e si escogitano mille stratagemmi pur di apparire eternamente giovani. Insomma, una schiera sempre più numerosa e compatta di nonnini e milf va in giro per le città e invade il cyberspazio alla ricerca di nuove e reiterate conferme di intatta vigoria e callipigia avvenenza. Donne mature che non si arrendono mai mostrano quel che resta delle loro grazie con temeraria sfrontatezza, facendo leva su cure cosmetiche e su ancora più costosi interventi di chirurgia estetica. Signori di veneranda età frequentano centri di bellezza, palestre e scuole da ballo esibendo abbigliamenti alquanto spigliati, scarpe da ginnastiche trendy comprese, pronti a rimorchiare come e meglio dei vecchi tempi.

Un definitivo addio all’idea ormai irrimediabilmente impallidita dei nonni “old style”, quelli che vestivano in modo austero, si atteggiavano anziani già a quarant’anni e a furia di attese lamentose nelle astanterie mediche presto lo diventavano davvero. Addio per sempre alle nonne alle prese con i fornelli di una cucina “sofferta” per preparare, cominciando un giorno prima, pranzi interminabili. Come resta un ricordo, una illustrazione da sussidiario, quello dei nonni chinati sul lettino dei nipotini, intenti a raccontare e leggere fino allo sfinimento fiabe. Adesso il nonno veste alla moda, salta su motociclette di grossa cilindrata e continua a fare il filo alle ventenni. Allo stesso modo, le milf, che è un acronimo per indicare le “mamme trombabili”, sfoggiano natiche opulente e seni in bella mostra attirando sguardi tutt’altro che rispettosi. Le cose cambiano, e anche velocemente, e se ad accelerarle c’è anche lo zampino dei social, fare l’incontro piccante è facilissimo e non approfittarne sarebbe il vero peccato. D’altra parte se è vero che “ogni lasciata è persa”, a una certa età bisogna necessariamente fare i conti con quel tirannaccio del tempo, pronto ad abbassare ogni orizzonte temporale con cinica crudeltà. Fare presto e bruciare le tappe, con lo stesso sentimento dei giovani ma con assoluta differenza di prospettive. I primi per arrivare al più presto all’obiettivo, i secondi per afferrarlo prima che scada il tempo.

Così non può sorprendere che tale Emile Ratelband, conosciuto “guru motivazionale” olandese, abbia deciso di denunciare lo Stato del suo Paese per «danno anagrafico». Infatti Emile è un signore di 69 anni ma che a suo dire, certificato per giunta da alcuni medici, può invece vantare un’età biologica di 49 anni, se non addirittura 45. L’istanza di ringiovanimento documentato sulle carte di identità è stata presentata dalla parte in causa, ma respinta dalle autorità che non vorrebbero creare precedenti del genere. Ma cos’è che spinge questo arzillo ultrasessantenne, deciso a non darsi per vinto, ad agitarsi così tanto per protestare i suoi presunti diritti? Semplice: comprarsi macchine veloci e poterle tranquillamente guidare, accendere mutui per l’acquisto di immobili di pregio e soprattutto poter frequentare piattaforme web di incontri come Tinder dove “si becca” alla grande senza rischiare di essere preso per un vegliardo: a quarantanove anni invece hai una vita davanti sebbene con un grande avvenire dietro le spalle.

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