Il punto di Marassi vale doppio
(nonostante la “svista” di Irrati)

Andreas Cornelius, atalantino in prestito al Parma con obbligo di riscatto, sigilla la grande vittoria dei gialloblù sulla Roma e spinge la Dea al quinto posto che, a norma di regolamento (primo criterio: punti negli scontri diretti) la vede comunque in vantaggio sui giallorossi e a sole due lunghezze dalla zona Champions League dove ha fatto irruzione il meraviglioso Cagliari di Maran, al decimo risultato utile consecutivo. Ecco perché il punto che la Dea ha colto a Marassi è molto prezioso, nonostante Irrati. Dicono che questi sia il miglior arbitro del Var. In effetti, nel 2018, al Mondiale russo, il pistoiese fu impeccabile, davanti ai monitor della videoassistenza arbitrale.

Il problema nasce quando Irrati viene continuamente designato da Rizzoli a dirigere partite che, al contrario, dovrebbe seguire davanti al televisore, così manda a memoria gli errori marchiani che commette sul campo. Il 30 ottobre, a Udine, Irrati caccia dal campo il romanista Fazio per un inesistente fallo da ultimo uomo dai danni di Okaka. Undici giorni dopo, a Genova, Irrati non espelle Ferrari che, al contrario, si macchia di un evidente fallo da ultimo uomo ai danni di Barrow.

Poiché Irrati non è nuovo a questi sfondoni e non basterebbero cento righe per riassumerli, tali e tanti sono quelli che hanno costellato la sua carriera, la domanda da porre a Rizzoli è semplice semplice: quando, di grazie, applicherà un criterio meritocratico in base al quale arbitra di più chi sbaglia di meno? E poiché il medesimo Irrati ha vagheggiato una sua futura carriera solo davanti al Var, perché non esaudire subito il suo desiderio?

Ciò detto, il punto di Marassi è importante, contrariamente a quanto le apparenze possano indurre a pensare. E fatta salva la legittima arrabbiatura di Gasperini, con la tempestiva sostituzione del tecnico davanti ai microfoni, dove è stato elegantemente rimpiazzato da Umberto Marino che ha detto cose giuste. Perché bisogna essere soddisfatti del pareggio con i blucerchiati? Perché è un risultato positivo che chiude il secondo ciclo terribile di sette partite in tre settimane, culminato con lo storico, primo punto in Champions League contro il City che ha fatto talmente fatica contro l’Atalanta da pagare un pedaggio pesante davanti al Liverpool (3-1 per i Reds, campioni d’Europa). Perché il grande Claudio Ranieri, orgoglio della scuola tecnica italiana nel mondo, ancora una volta si conferma un Signor Aggiustatore: in quattro partite, l’uomo che ha portato il Leicester nella storia ha rimesso in carreggiata la Samp, partendo dalle fondamenta, come sottolinea lui che, per prima cosa ha sistemato la difesa, capace di resistere al miglior attacco del campionato.

La sosta del campionato è quantomai provvidenziale per la Dea: ricaricherà le pile e si preparerà al trittico degli ultimi sette giorni del mese: Juve in casa il 23 novembre; Dinamo Zagabria a San Siro il 26 novembre; Brescia-Atalanta il 30 novembre. E fra due settimane tornerà Zapata. Avanti così.

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