Quand’è l’onomastico di Sofia

Quando si festeggia l’onomastico di Santa Sofia? L’onomastico di Santa Sofia è come quello di Francesco o Giovanni: il nome è uno solo, ma i santi sono molti. E ciascuno ha – giustamente – la festa sua.

Le Sofie più note sono (in ordine di calendario)

  • Santa Sofia (†250), martire in Fermo, celebrata il 12 aprile;
  • Santa Sofia, martire siciliana, celebrata il 10 settembre
  • Santa Sofia (†200), martire in Egitto, patrona di Canaro (RO), celebrata il 18 settembre;
  • Santa Sofia, martire romana nel periodo dell’imperatore Traiano, celebrata il 30 settembre;
  • Santa Sofia (III secolo), vergine e martire sarda durante l’impero di Diocleziano, celebrata il 15 ottobre.

Santi e Beati [http://www.santiebeati.it] recita in proposito:

Onomastico: L’onomastico è tradizionalmente festeggiato il 30 settembre in ricordo di Santa Sofia vedova, martire a Roma sotto Diocleziano con le figlie Fede, Speranza e Carità. Patrona di Santa Sofia di Marecchia, nel comune di Badia Tedalda, in Abruzzo. La Chiesa greca la commemora il 1° agosto. Con questo nome la Chiesa ricorda ancora: una vergine martirizzata a Roma, il 15 aprile; una martire di Fermo, assai venerata in Romagna, il 30 aprile; la venerabile Barat, fondatrice delle Suore del Sacro Cuore, il 25 maggio; un’altra, che subì il martirio in Egitto, il 4 giugno; una martire con Sant’Irene, il 18 settembre; una santa vergine siciliana, patrona di Sortino, il 23 settembre
(L’elenco succitato sarà anche irreprensibile dal punto di vista santifico, ma da quello geografico risulta per lo meno lacunoso. Badia Tedalda non è in Abruzzo, ma in provincia di Arezzo, dove nasce – notoriamente – il fiume Marecchia).

Per poter scegliere quella a cui rivolgersi in maniera privilegiata, potrebbe essere utile qualche appunto bio/web/grafico, dove possibile.

Santa Sofia di Fermo

Il ‘Martirologio Romano’ celebra al 12 aprile le sante Vissia e Sofia vergini e martiri di Fermo; detto questo, di certo non si sa altro, né della loro vita né del perché sono celebrate insieme. Lo storico Ughelli nella sua “Italia Sacra” vol. II, parlando della diocesi di Fermo attesta che il corpo di santa Vissia riposa nella cattedrale e in effetti nella chiesa metropolitana della città, esistono parecchi reliquiari, fra i quali in un’urna distinta in ebano con ornamenti in metallo dorato di stile barocco, è conservato il capo di santa Vissia martire, stranamente in un’altra urna è pure conservato il capo di santa Sofia martire. Questa coincidenza dei due crani, fa supporre che esse furono martirizzate nello stesso tempo, se non insieme e probabilmente decapitate. Secondo tradizioni locali Sofia e Vissia subirono il martirio verso il 250, sotto l’impero di Decio (249-251) durante la settima persecuzione da lui indetta.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/51450

Santa Sofia patrona di Sortino (Siracusa)

Questa è quella che sceglierei io, perché ha una storia fantastica, compresa di cavallo bianco, che si può raccontare infinitamente a una bambina facendola innamorare della fede e della infinita sapienza di Dio. E poi a Sortino le fanno una festa meravigliosa.

La storia è in http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Sofia_(Sicilia)

Santa Sofia diciamo “classica”

Un’altra bellissima storia è quella della Santa Sofia che si festeggia il 30 settembre, che aveva tre figlie chiamate rispettivamente, in greco Pìstis, Elpìs e Agàpe (Fede, Speranza e Carità) e che tra una vicenda e l’altra, ha girato mezzo mondo, per cui sulle sue tracce si possono organizzare magnifici viaggi.

http://www.parcodelcilento.it/santuariosantasofia/storiasantasofia.html

Santa Sofia sarda

Poi c’è Santa Sofia (o Suia o Suina) Vergine e martire quindicenne, che mi parrebbe la migliore se si vuole consentire a una donna di passare indenne attraverso l’adolescenza. I particolari della vitasi trovano in http://www.santiebeati.it/dettaglio/90529, ma qui vale la pena di riportarne almeno il riassunto:

Secondo la tradizione sarebbe nata a Cagliari alla fine del III secolo in una famiglia nobile. Nella sua giovinezza testimoniò la sua fede cristiana, allora osteggiata dalle autorità. Fu processata all’età di 15 anni perché cristiana. Suia fu una vittima della persecuzione di Diocleziano, insieme a due compagne: Cecilia e Ginia. La cripta della cattedrale di Cagliari, assieme a quelle di altri martiri sardi, conserva anche le sue reliquie, che sarebbero state ritrovate nel 1526. La festa in onore della santa si celebra in modo particolare a Morgongiori in questi giorni. Per accompagnare la statua di santa Suia, che viene rivestita con oggetti preziosi, il 16 ottobre si svolge una lunga processione durante la quale i fedeli intonano canti e preghiere in lingua sarda. (Avvenire).

E questa festa non si può perdere. Anche le altre sono belle, ma questa di più.