Quante volte avevate visto il City
difendersi in dieci dietro alla palla?

Quante volte avevate visto il City difendersi schierando dieci uomini dietro il pallone? Pochissime. A San Siro è successo e questo vi dà un’idea della grandezza della ripresa atalantina.

Di fronte a una delle squadre più forti del mondo, la Dea ha disputato una prova magnifica. Ha subito il gol di Sterling, galeotto l’errore di de Roon. Ha ballato la rumba sino al rigore sbagliato da Gabriel Jesus. Poi, l’Atalanta è tornata l’Atalanta e ha clamorosamente messo sotto i Citizens, sino al rocambolesco finale di partita. Qui, Pep Guardiola, uno dei migliori se non il migliore allenatore del mondo, ha fatto una pessima figura, perdendo artatamente dieci minuti di tempo che il balbettante arbitro bielorusso Kulbakov ha tollerato, recuperandone soltanto sette. Anche questa si chiama esperienza internazionale e l’Atalanta ne farà tesoro.

La squadra bergamasca aveva pagato dazio nelle prime tre gare in Champions della sua vita e ha deciso di conquistare il suo primo, storico punto, proprio di fronte ai campioni d’Inghilterra. Il tripudio dei trentacinquemila bergamaschi, protagonisti di un’altra serata memorabile, è stato legittimo.

Gian Piero Gasperini, ancora una volta si è superato: di fronte al Maestro Catalano, che, superata la preoccupazione, ha subissato di complimenti il collega italiano il quale, incrociando Gomez, gli ha detto: «Giocare con voi è come andare ogni volta dal dentista». Bel complimento, Pep. Questa Atalanta se lo merita tutto.

La Dea è ancora in corsa: dovrà vincere le prossime due partite e vedere che cosa avrà fatto il City con Dinamo Zagabria e Shakhtar. Comunque vada, questa Champions è già nella storia del nostro calcio, nella storia di questa straordinaria squadra di uomini veri.

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