Sì, è un’Atalanta da Champions

Sembrava un sogno, ora è realtà perché ai sogni bisogna credere quando non si smette mai di lottare affinché si avverino. L’Atalanta vince a Cagliari e piomba in piena zona Champions, a un solo punto dal quarto posto. Se la prova con la Juve, in Coppa Italia era stata esaltante per la qualità del gioco e per il punteggio altisonante contro la capolista del campionato, mai battuta prima in Italia in questa stagione, la prestazione di Cagliari è stata lucida, pragmatica, ancora una volta risolutiva.

Nelle ultime sei gare, fra campionato e Coppa Italia, l’Atalanta ha collezionato cinque vittorie e un pareggio. La quarta vittoria esterna consecutiva ha scandito un’altra tappa di una marcia trionfale. Se la classifica si limitasse alle ultime quattordici partite, la Dea sarebbe terza, alle spalle di Juve e Napoli. E ancora: con 48 gol in 22 partite, i bergamaschi vantano il miglior attacco del campionato e di questi 48 gol, 14 son stai segnati da difensori, 11 sono stati realizzati di testa.

Alla Sardegna Arena, in ordine di tempo l’ultimo l’ha firmato Hans Hateboer, al quarto centro in A, il quinto stagionale comprendendo l’Europa League. E’ pesantissimo il colpo piazzato a Cagliari e quella traversa di Deiola in extremis, ha detto che anche la fortuna si è alleata con Gasperini, ancora una volta deus ex machina di una squadra che macina gioco e risultati.

Nel primo tempo, Maran le ha azzeccate tutte. Pressing asfissiante su Zapata, Gomez e Pasalic; ritmo forsennato, difesa puntuale e precisa. L’Atalanta non se l’aspettava, ma ha avuto il merito di non disunirsi, costringendo il Cagliari a sfiancarsi e irretendolo con un palleggio elaborato e produttivo, La musica è cambiata nella ripresa: il gol di Hateboer ha segnato la svolta. Quando una squadra vince in trasferta partite come quelle giocate stasera, è una grande squadra, degna di battersi per la Champions.

Ha ragione Gasp: questa è una “grandissima vittoria” perché ottenuta contro un avversario arcigno e scorbutico. Una prova di maturità superata a pieni voti. L’ennesima, per un’Atalanta che non ha paura di volare. E, come dice sempre Bergamopost in questi anni senza fiato, li bello deve ancora venire.

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