Un’Atalanta da Collare d’Oro
(Cantando sotto la pioggia)

La netta vittoria dell’Atalanta sul Parma vale triplo: perché, sei giorni dopo la goleada di Verona, sancisce l’uscita dalla crisi, che era di risultati e non era mai stata di gioco; perché è stata ottenuta a spese di una squadra che aveva molto impressionato in questa prima fase della stagione; perché Ilicic ha confermato di essere fondamentale per la riscossa dalla Dea. La stessa che, ieri, ha ricevuto dal Coni una splendida notizia: il 19 dicembre, al Foro Italico, Giovanni Malagò insignirà l’Attaccante del Collare d’Oro al merito, la più importante onorificenza dello sport italiano, riservata agli olimpionici, ai campioni del mondo e alle società che hanno onorato l’Italia nel mondo con le loro imprese nell’arco della loro epopea ultracentenaria.

Ilicic grandioso. Il 3-0 al Parma dimostra ancora una volta la bravura di Gasperini e una bravura non soltanto di carattere squisitamente tecnico e tattico (le reti di Palomino e Mancini sono lì a ribadire di nuovo che cosa significhi avere un allenatore capace di costruire una difesa offensiva: l’ossimoro s’impone). È sotto il profilo psicologico che Gasp ha lavorato benissimo, ricaricando le pile a un gruppo uscito a pezzi dallo choc di Copenaghen, per assorbire il quale ci sono volute settimane. Aggiungete l’infortunio di Masiello, il quale ricopre un ruolo fondamentale sia in campo sia nello spogliatoio e tutto il tempo che è stato necessario per recuperare Ilicic al meglio della condizione. Già, Ilicic. A Fabio Gennari egli ha raccontato quanto dura sia stata l’esperienza della malattia e quanto grande sia stato lo sforzo sostenuto per vincerla e per ritornare ciò che è sempre stato. Un campione dal talento innato che, con la nuova continuità di rendimento, è degno della considerazione e dell’affetto che lo circonda.

Tutti con Claudio. Il recupero di Josip è stato favorito dall’amore della sua famiglia, dal calore di una squadra e di una tifoseria che non l’hanno mai fatto sentire solo e oggi ha gioito con lui cantando sotto la pioggia. Ecco, qui sta il punto. Mai sola, recita lo striscione inalterato in Curva Nord e felicemente inquadrato dalle telecamere. E anche Claudio Galimberti sappia che non è e non sarà mai solo.

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