Visto? Andare in Champions
non è più una magnifica utopia

Nelle prime otto giornate del campionato, l’Atalanta aveva collezionato soltanto sei punti. Adesso, che di partite ne ha giocate trenta, di punti ne conta 51 e ha segnato 64 gol, due più della Juve di Cristiano Ronaldo vantando il miglior attacco del torneo, si comprende la grandezza di una squadra che è arrivata a un solo punto dalla zona Champions e il 25 aprile contenderà alla Fiorentina la qualificazione alla finale di Coppa Italia. E si capisce ancora meglio da dove nasca la straordinaria prova di forza esibita contro il malcapitato Bologna che, pure, veniva da tre vittorie consecutive, ma è stato letteralmente schiantato da una Dea capace di spostare ancora più in là i propri sogni e le proprie ambizioni.

Ilicic, Ilicic, Hateboer, Zapata: chi ama l’Atalanta non dimenticherà facilmente quei quattro gol nei primi quindici minuti che hanno fulminato i rossoblù, pietrificati dagli uomini di Gasperini, scesi in campo con il diavolo in corpo. Erano 87 anni che in Serie A una squadra non era capace di realizzare quattro reti nei primo quarto d’ora: l’ultima era stata la Juve nel 1932. La prodezza dell’ex Orsolini ha lenito di poco l’amarezza bolognese per una sconfitta che ripiomba Mihajlovic nella bagarre salvezza. Cambiare otto undicesimi della formazione che aveva vinto il derby con il Sassuolo, è stato un azzardo pagato a caro prezzo.

La verità è che l’Atalanta si presenta in condizioni smaglianti alla volatona europea. Domenica a San Siro ci sarà la supersfida con l’Inter, terza in classifica, di nuovo con Icardi in squadra, rinfrancata dal poker al Genoa. Ecco perché, nella ripresa con il Bologna, Gasp ha effettuato sostituzioni mirate, risparmiando a Gomez il secondo tempo e richiamando poi Ilicic, a mezz’ora dalla fine, perché non compisse sforzi ulteriori.

La Dea ha staccato il piede dall’acceleratore a dieci minuti dalla fine, mantenendo sempre il controllo di una partita che ha esaltato ancora una volta il calcio spettacolo del suo allenatore. Peccato solo che domenica, a San Siro, non ci sarà Zapata, 20 gol sinora nel più bel campionato della sua carriera: era diffidato, è stato ammonito verrà squalificato. Eppure, questa Atalanta saprà essere anche più forte di questa assenza eccellente. La Champions non è più una magnifica utopia.

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