Una vittoria storica: per Gasperini
per l’Atalanta e per i suoi tifosi

Sei anni, un mese e venti giorni sono stati lunghi da passare per Gian Piero Gasperini, che non sappiamo se apprezzi la filosofia cinese, ma certamente, dal 21 settembre 2011, desiderava prendersi una rivincita sull’Inter di queste proporzioni. 21 settembre 2011: giorno, mese e anno dell’esonero del tecnico torinese, licenziato dall’Inter dopo soli 46 giorni. In mezzo c’è stato anche il cappotto preso l’anno scorso dall’Atalanta a San Siro (12 marzo 2017). Si capisce perché la goleada odierna faccia così tanto rumore e si arricchisca di motivazioni che arrivano da lontano e porteranno lontano una Dea, mai così bella, mai così scatenata negli anni recenti contro una Grande, mai così sprecona al termine del primo tempo, quando due pali e cinque palle-gol sciupate avevano fatto impazzire Gasp e i tifosi. Per on dire dei Percassi. All’inizio della ripresa, poi, per rovinarsi il fegato ci mancava solo la sciagurata sortita di Berisha che ha consentito all’Inter di pareggiare su rigore di Icardi. Invece.

Invece, nel secondo tempo è stata un’autentica furia questa squadra che, non era mai stata in crisi di gioco, semmai di risultati, come Bergamo Post aveva sottolineato a più riprese anche nei momenti più bui d’inizio stagione, invitando ad avere fiducia nel tecnico e nella squadra, sorretti dalla serietà di una società che non ha mai messo in dubbio il lavoro dell’allenatore, prolungandogli addirittura il contratto all’indomani di Copenaghen. E adesso che la Dea è ripiombata in zona Europa, bisogna insistere: Empoli in trasferta, Napoli in casa, Udinese al Friuli, dopo la sosta ci sarà da divertirsi. Lo stop del campionato consentirà di recuperare gli infortunati e si coglie ancora di più la grandezza dell’impresa ricordando le assenze di Masiello, Palomino, l’infortunio di Mancini dopo 56 minuti. Ma Djimsiti ha fatto il fenomeno, Gomez è tornato al gol (presumibilmente si sono già squagliati i suoi detrattori) e quando Ilicic aggiusterà la mira tutto sarà possibile. Come dicevamo un anno fa, di questi tempi, il bello deve ancora venire.

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