Zapata è tornato al momento giusto
e Mancini manda segnali a Mancini

La terza vittoria consecutiva dell’Atalanta, sotto il diluvio di Bologna, premia la tenacia di un gruppo che ha ritrovato se stesso, conferendo continuità al proprio rendimento e dimostrando di avere definitivamente superato la crisi d’inizio autunno. Crisi di risultati, mai di gioco. Nove punti in tre partite hanno riportato la Dea a tre lunghezze dalla Zona Europa. Tuttavia, a prescindere da calcoli e tabelle, il tris ha restituito ai suoi eccezionali tifosi la squadra grintosa e combattiva che essi desiderano vedere in azione sempre.

Lo spettacolo della Curva Nord, incurante della pioggia, che esultava e cantava “Io Vagabondo” è stato splendido. Non c’è dubbio: la spinta dei bergamaschi ha letteralmente preso per mano l’Atalanta. I nerazzurri hanno ribaltato la partita, cancellando alla distanza la distrazione iniziale della difesa e dominando gli avversari in lungo e in largo. Una singolare legge del contrappasso vuole che Filippo
Inzaghi, 316 gol in carriera, uno dei più grandi cannonieri degli ultimi trent’anni, guidi una formazione inopinatamente votata alla difesa e al contropiede, tanto da registrare sinora il peggior attacco del torneo (9 gol segnati in 11 gare), primato condiviso con Frosinone e Spal.

Per contro, Duvan Zapata ha segnato la prima rete in campionato al momento giusto, riguadagnando il posto da titolare per la prossima, attesissima sfida con l’Inter e ripagando la fiducia che aveva onorato nei preliminari di Europa League. Gianluca Mancini, invece, si conferma difensore e bomber in continua crescita: un gigante con l’abitudine al gol che, alla scuola di Gasperini, migliora partita dopo partita. Mancini ha 22 anni e, avanti di questo passo, presto chiamerà l’attenzione del suo illustre omonimo che di mestiere fa il ct della Nazionale. Un’altra conferma che, quando hai Gasp, a puntare sui giovani, non si sbaglia mai.

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