La siepe (breve e da leggere)

Il titolo è un po’ Pascoli e un po’ Leopardi. Anzi, un po’ Leopardi e un po’ Pascoli. Il testo, però, è stato scritto da Italo Calvino. Fa parte di Raccontini giovanili, una raccolta di storie che sviluppano idee fulminanti. Nella Siepe non ci sono meditazioni profondissime sull’infinito, né celebrazioni dei confini che tengono il male fuori e custodiscono il bene dentro. Ci sono, però, Carmela e Tommaso. E una siepe di troppo.

 

La siepe

Carmela e Tommaso si baciarono attraverso la siepe: lei dentro, lui fuori.
«Adesso butto giù la siepe» disse Tommaso.
«Non si può» disse Carmela.
«E perché» chiese lui.
«Perché – rispose lei – di qui passa la frontiera: se butti giù la siepe sconfini e t’arrestano».
«Aspetta un po’», disse Tommaso e si allontanò.
Carmela aspettò un po’, venne una guerra, il confine fu portato più in là, poi più in qua, poi sparì del tutto.
Tornò Tommaso. «Sai – disse- ho fatto della propaganda imperialista finché non è successa una guerra, poi l’armistizio ha riportato il confine dov’era prima, allora ho propugnato una campagna internazionalista e l’ho fatto abolire».
«Che bravo» disse Carmela.
«Adesso butto giù la siepe» disse Tommaso.
«Non si può»  disse Carmela.
«E perché?» chiese lui.
«Perché – disse lei – qui c’è il confine di una proprietà privata, se butti giù la siepe, il padrone ti fa arrestare».
«Aspetta un po’» disse Tommaso.
Carmela aspettò un po’, le proprietà private furono abolite e tolti i confini ai poderi.
Tornò Tommaso. «Sai – disse – sono diventato agitatore comunista e tanto ho fatto che sono riuscito a far socializzare le terre».
«Che bravo» disse Carmela.
«Adesso butto giù la siepe» disse Tommaso.
«Non si può» disse Carmela.
«E perché» chiese lui.
«Perché – rispose lei – questa è la siepe di un pollaio, se la butti giù scappano i polli».
«Aspetta un po’» disse Tommaso.
Carmela aspettò un po’, furono aboliti tutti i pollai e messi in libertà tutti i polli.
Tornò Tommaso. «Sai- disse- ho bandito una crociata vegetariana. Adesso non c’è più nessuno che mangia carne di pollo».
«Che bravo»  disse Carmela.
«La butto giù questa siepe?» «E dai, buttala giù».

Adesso vivono felici, in una casa tutta loro, con un podere, un pollaio pieno di oche e tacchini. Hanno scelto un posto vicino alla frontiera per via di lui, che s’è messo a fare il contrabbandiere, un mestiere sicuro, che rende sempre.

 

(Italo Calvino, Raccontini giovanili, in Romanzi e racconti, vol. III, Milano, Mondadori, I Meridiani, 1994)