Questa squadra è un Luna Park
Il segreto? Corre sulle fasce

Su una cosa siamo tutti d’accordo: veder giocare a pallone l’Atalanta è decisamente divertente. Il bello è che anche in campo i ragazzi di Gasperini dimostrano di provare le stesse sensazioni che provano i tifosi sugli spalti e la Dea assomiglia tantissimo a un Luna Park. Di qua il mago Ilicic, di là il folletto Gomez, appena più indietro i mastini di mezzo de Roon e Freuler, e poi ci sono tutti i difensori. Perché uno dei segreti di questa squadra è che più di un gol su tre lo segna chi dovrebbe pensare più che altro a non prenderne che a insaccarne.

 

 

Ben 14 reti su 39 arrivano da dietro. Il totale dei gol ufficiali segnati dall’Atalanta nelle prime diciotto gare ufficiali della stagione 2018/2019 è 39. Ora chiudete gli occhi e pensate a quelli sbagliati, a quelli non segnati in ben cinque sfide di campionato più le due (maledette) contro il Copenaghen, e rendetevi conto che parliamo di 39 gol in undici partite: medie dell’altro mondo. Di questa sfilza di marcature, al netto dei criticoni che davanti a una goleada tendono ad accarezzare lo sconfitto invece che esaltare il vincitore, ben 14 portano la firma di gente che in campo normalmente dovrebbe giocare per difendere. Mancini (4 reti), Hateboer (3 reti), Palomino (2 reti) e i vari Toloi, Masiello, Djimsiti, Castagne e Gosens (tutti con una rete) hanno messo lo zampino in un sacco di occasioni e nell’elenco includiamo anche Hateboer, Castagne e Gosens per far passare un concetto: chi si lamenta degli addii di Conti e Spinazzola probabilmente parla senza conoscere i numeri. Perché l’esterno mancino passato alla Juventus, con la maglia della Dea, non ha fatto mai nemmeno un gol. Detto questo, avere tutti i difensori centrali tra quelli disponibili e scesi in campo con almeno una rete realizzata è forse un dato unico nel panorama europeo. Le novità più interessanti, però, sono proprio quelle che riguardano gli esterni.

 

 

Se iniziano a girare anche quelli… La batteria di uomini che possono giocare sulle fasce è composta da Gosens e Adnan a sinistra e Castagne e Hateboer a destra. Ci sarebbe anche Reca, ma è più il tempo che passa in infermeria che quello sul campo e quindi limitiamo il ragionamento ai tre che hanno giocato di più, quindi escludendo anche Adnan. Hateboer domenica con l’Inter ha segnato praticamente lo stesso gol che aveva fatto con il Frosinone alla prima giornata. L’aspetto migliorativo riguarda il “papà” del cross in mezzo, che contro l’Inter è stato Gosens. Da esterno a esterno, con palla in rete. A Roma aveva fatto gol Castagne dopo il palo di Zapata e contro il Chievo Gosens aveva segnato di potenza dopo aver rubato palla, ma ciò che piace davvero a tutti è il coraggio che questi ragazzi stanno mettendo in campo. Veder giocare sulle fasce elementi che duettano con Ilicic e Gomez lanciandosi sempre nello spazio vuol dire che la consapevolezza è aumentata in modo esponenziale e che adesso anche i timidi terzini di inizio stagione non hanno nessuna paura ad alzarsi in attacco per fare gol. Per inciso, due sono già nel giro delle rispettive nazionale (Castagne con il Belgio e Hateboer con l’Olanda), mentre Gosens aspetta segnali dalla Germania.

 

 

Manca solo Freuler all’appello. Il brutto anatroccolo, in tanto ben di Dio calcistico che è l’Atalanta di oggi, si chiama Remo Freuler. Tra i giocatori più impiegati, il centrocampista svizzero è l’unico che non ha ancora scritto il suo nome sul tabellino dei marcatori. Visto quello che stanno combinando i compagni, non c’è poi tutta questa fretta di vederlo festeggiare una rete, a patto che continui a crescere sotto il profilo delle prestazioni come avvenuto in questo periodo. Tra gli altri giocatori della rosa da cui ci si aspetta ancora molto non vanno dimenticati Zapata e Barrow (già in rete con buona regolarità in senso assoluto ma fermi a quota un gol in due – del colombiano – in Serie A), oltre a Pasalic. Il centrocampista croato e il compagno argentino Rigoni, in questa fase sono delle seconde scelte per il tecnico e quindi devono lavorare molto per guadagnarsi uno spazio. E come si può mandare nel dubbio il proprio allenatore se non alzando il livello delle prestazioni e segnando qualche gol? Ci divertiamo tutti, come al Luna Park.

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