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Zapata è rimasto all’Atalanta

Duvan Zapata è rimasto all’Atalanta. Alla fine del mercato mancano ancora alcuni giorni, ma ormai possiamo dirlo senza troppi dubbi: l’Atalanta ha mantenuto in rosa il suo bomber colombiano e si appresta a ripartire con la rincorsa alla conferma europea in campionato e la grandiosa avventura in Champions League con il numero 91 a guidare l’attacco più prolifico della passata stagione di serie A con ben 77 gol all’attivo, 103 in tutta la stagione compresi preliminari di Europa League e Coppa Italia.

 

 

Perché è decisiva la permanenza di Zapata. L’Atalanta non ha più avuto un centravanti tanto prolifico dalla stagione 1996/1997 quando Filippo Inzaghi chiuse il campionato da capocannoniere con 24 reti. In totale, considerando anche la Coppa Italia, le marcature del bomber emiliano furono 25 in 34 partite (media di 0,73 a gara). Duvan Zapata ha chiuso con 23 reti in campionato (secondo dietro a Quagliarella) e ben 28 in stagione con 48 partite giocate (media di 0,58) dando un apporto decisivo alla cavalcata nerazzurra.
Per la squadra orobica non è affatto normale avere un bomber di questo livello in rosa, il mercato degli anni passati ha sempre visto mettere in bella mostra giocatori così importanti che sono poi partiti per dare fiato alle casse societarie, ma in questa stagione i dirigenti della Dea hanno sempre sottolineato come per lasciarlo partire sarebbero servite offerte folli. C’era lo spauracchio inglese, per diverse settimane la voce di un interessamento dell’Inter è sembrata reale, ma alla fine il bomber è rimasto. Felice, con un nuovo contratto e un altro compagno sudamericano a completare il reparto.

 

 

È arrivato Muriel, l’obiettivo è farli giocare assieme. Delle 49 partite ufficiali giocate l’anno scorso, Duvan Zapata ne ha saltato solo una per squalifica contro l’Inter nel girone di ritorno (somma di ammonizioni). All’inizio dell’anno il titolare di Gasperini era Barrow, pian piano il colombiano si è preso la scena, macinando gol e assist per i compagni, ma ora è arrivato anche Muriel e gli scenari possono addirittura migliorare. Per lui e per la squadra. Nella visione di Gasperini, l’ex attaccante della Fiorentina è il cambio di Zapata, ma il progetto è farli giocare assieme. In alcune amichevoli il tecnico della Dea ha schierato Gomez alle spalle della coppia colombiana, le cose non sono andate benissimo in fase difensiva, ma nessuno si allarmi: per supportare certi assetti è necessario crescere tutti assieme in modo lento ma costante. Prima di trovare la nuova posizione del Papu nella passata stagione, l’Atalanta ha provato diverse soluzioni e solo alla fine è uscita quella giusta. Il grande vantaggio di questo avvio di stagione è che si parte da uno schieramento formidabile (Gomez alle spalle di Zapata e Ilicic) che offre ampie garanzie.

 

 

Tanti impegni, sforzi da calibrare. Da qui a fine 2019 l’Atalanta giocherà tantissime partite. I turni infrasettimanali in programma sono ben otto tra campionato e Champions League, per una serie infinita di partite che richiederà grande dispendio di energie da parte di tutti. La partecipazione alla più importante competizione europea per club ha certamente rappresentato una grande molla per Zapata e per tutti i compagni, l’Atalanta oggi è difficile da abbandonare considerando il livello raggiunto e le possibilità di giocarsela ai vertici. L’arrivo di Malinovskyi e Muriel permetterà di arrivare al top in tutte le gare. Prima e dopo i turni di Champions League, ad esempio, il tecnico Gasperini avrà la possibilità di fare scelte diverse ruotando gli uomini a disposizione. Questo non è affatto un dettaglio, l’anno passato con il solo campionato da gestire sono stati spremuti al massimo tutti e i risultati arrivati sono sbalorditivi (non segni così tanto solo per caso o per fortuna) e oggi a impegni maggiori corrispondono soluzioni maggiori. Zapata è sempre il punto di riferimento, ma gestire eventuali picchi negativi di condizione (capitano a tutti) sarà molto più facile rispetto al passato.

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