Atalanta-Orio al Serio airport
per «volare con i nostri sogni»

Sono quasi tutti con l’Atalanta. Nella mattinata di venerdì 16 novembre la società nerazzurra ha presentato nel cuore dell’area partenze dell’aeroporto di Bergamo la nuova partnership con Sacbo. Il rapporto con la società che ha in gestione lo scalo internazionale orobico ha connotati di territorialità e il messaggio che è stato promosso è  efficace e di buon auspicio: “Da Bergamo in tutta Europa, voliamo insieme ai nostri sogni”. Oltre al rapporto commerciale, questo accordo conferma la tendenza degli ultimi anni che vede l’Atalanta legarsi con le più importanti realtà della nostra provincia.

 

 

I dettagli della partnership. Durante la conferenza di presentazione hanno parlato il presidente di Sacbo, Roberto Bruni, il numero uno dell’Atalanta, Antonio Percassi, il direttore generale di Sacbo, Emilio Bellingardi, e l’amministratore delegato della Dea, Luca Percassi. Il concetto che è stato maggiormente sottolineato riguarda il legame con il territorio e i cittadini per una collaborazione che prevede attività di comunicazione, servizi per il territorio, diffusione dei valori condivisi e promozione di eventi o iniziative specifiche.

Lo scalo bergamaschi nel 2017 ha superato quota 12 milioni di passeggeri, è conosciuto in tutta Europa e ora affianca il suo nome a quello di Atalanta. Per l’occasione è stato realizzato uno speciale logo BGY (la sigla dell’aeroporto) in salsa atalantina; allo stadio sono state riprodotte le grafiche dell’aeroporto come il famoso codice a barre in diverse zone della Tribuna Ubi Gold e nella zona sponsor sono stati riservati nove posti per Sacbo, comprensivi di servizi di ristorazione esclusivi, che la società di gestione dell’aeroporto potrà destinare a chi vuole anche attraverso un concorso per le aree limitrofe all’aeroporto.

 

 

Cosa significa questo accordo. Dal punto di vista strategico, il segnale che arriva dall’aeroporto di Orio al Serio è importante. L’Atalanta sta continuando a tessere la propria tela con il territorio bergamasco e ormai sono tante le grandi realtà produttive che hanno deciso di legarsi al progetto sportivo dei Percassi. Da Radici a Gewiss passando per Brembo, Italcementi e ora Sacbo: sono i nomi più importanti dell’imprenditoria orobica nel mondo che stanno avvicinando in modo diretto e l’Atalanta per un rapporto di forze destinato ancora a migliorare.

Rispetto ad altre realtà del calcio italiano, anche di livello superiore, l’Atalanta ha sponsor di prima fascia che provengono dallo stesso territoro e questo garantisce la piena coscienza di cosa significa la Dea per la nostra piazza. I tifosi, la passione per il calcio nerazzurro e la connotazione provinciale dell’Atalanta stanno andando in giro per il mondo grazie alle imprese della squadra di Gasperini e le aziende più importanti del territorio si stanno affiancando a questo percorso contribuendo a una crescita che, con lo stadio in ristrutturazione, da maggio subirà un’ulteriore grandiosa impennata.

 

 

Percassi: con l’Inter la più bella della storia. A margine della conferenza stampa, il numero uno della Dea Antonio Percassi ha parlato con la stampa invitando, come sempre, a tenere i piedi per terra. «Contro l’Inter credo si sia vista la partita più bella della storia dell’Atalanta. Abbiamo raggiunto un livello davvero molto alto ma non dobbiamo pensare troppo in grande. Fino a venti giorni fa eravamo di poco sopra la zona retrocessione, andiamo avanti con serenità pensando prima di tutto a raggiungere velocemente la permanenza nella categoria. La prossima sarà ad Empoli e mi aspetto una sfida complicata. Sotto con il lavoro, io sono molto realista e pragmatico quindi avanti con i piedi per terra».

Le parole di Gasperini che sono apparse sulla Gazzetta in settimana hanno ovviamente esaltato tutti i tifosi, ma la chiave di lettura dell’amministratore delegato atalantino Luca Percassi è ancora più importante pensando al futuro. «Il titolo della Gazzetta forse è forte ma noi cogliamo la sua voglia di non accontentarsi mai. Stiamo con i piedi per terra ma siamo anche tutti con Gasperini: se si può dare 100, lui pretende 110. Questo è il messaggio più importante che ha veicolato secondo me con quell’intervista. Spesso ha avuto ragione, lui è convinto di questo perché vede quello che vale la nostra realtà e spesso dice che forse non ci rendiamo nemmeno conto di quelle che sono le potenzialità di Bergamo e dei bergamaschi».

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