Biglietti per il City: che beffa
(in tanti resteranno a casa)

Un pasticcio, non c’è che dire. Perché tante cose si sapevano anche prima ma gestita così, la vendita libera di Manchester City-Atalanta da parte della società inglese, è diventata un pastrocchio che scontenta tutti e che, a meno di clamorosi colpi di scena, rischia di creare pure qualche problema di ordine pubblico. Nella giornata di venerdì, centinaia di tifosi atalantini che hanno comprato tagliandi per la partita di martedì all’Ethiad Stadium fuori dal settore ospiti si sono visti annullare i biglietti con una mail. Per capire fino in fondo cosa è successo, però, bisogna fare due passi indietro. E le colpe sono talmente evidenti che diventa pure difficile commentare.

 

 

Quello che si sapeva. Fin dai giorni immediatamente successivi al sorteggio del 29 agosto, sul sito del Manchester City è apparso un messaggio chiaro: per la gara contro l’Atalanta, l’acquisto dei tagliandi era possibile solo se l’acquirente in passato aveva visto almeno una partita dei Citizens allo stadio. Tutto chiaro: non vogliono tifosi della Dea in giro per l’impianto. Quindi prendere biglietti su qualsiasi canale di altri settori (se si è atalantini) comportava un rischio di mancato accesso. Peccato però che lo stesso City, sulla stessa pagina, vendesse liberamente biglietti a tutti per le gare di Champions League contro Dinamo Zagabria e Shakhtar. Rispetto a quello che abbiamo visto a Dortmund (ottomila tifosi della Dea sparsi per lo stadio e nessun problema di ordine pubblico), in Inghilterra funziona diversamente: se sei un tifoso ospite e ti beccano in una zona diversa da quella per gli ospiti vieni espulso dallo stadio. O non ti fanno entrare se ai cancelli si accorgono della tua passione. Il regolamento del City, da questo punto di vista è rigoroso e nonostante non si capisca la diversità di approccio rispetto a croati e ucraini, i tifosi della Dea si sono adeguati: “Stiamo tutti nel settore ospiti” hanno pensato in tanti, ci sono oltre quattromila posti a sedere.

 

 

Quello che è successo in seguito. Le prime avvisaglie che qualcosa di strano stesse accadendo si sono avute quando il Manchester City ha comunicato che avrebbe concesso solo 2.700 biglietti, nonostante la capienza fosse di almeno 1.300 biglietti superiore. Le regole dicono che deve essere concesso almeno il 5 per cento della capienza complessiva e a questo numero gli inglesi si sono attenuti. “Almeno”, però, non significa “solo”. Attenzione: l’Atalanta ha chiesto tutti i biglietti ma il Manchester ne ha dati meno.

La scorsa settimana, prima della vendita libera da parte della società nerazzurra e con i pacchetti Ovet praticamente esauriti (al pari di quelli della Curva e delle Associazioni di tifosi riconosciute da Atalanta), il City ha magicamente aperto a tutti la vendita libera. Niente più blocchi, niente problemi nella transazione e mail rassicuranti che dicevano “ve li spediamo a casa, se non arrivano in tempo li prendete allo stadio”. Sembrava la soluzione buona per tutti quelli del fai da te, che si sono presi un rischio acquistando a pochi euro voli e alberghi pur senza avere ancora la certezza di poter entrare.

 

 

La mail arrivata e lo scenario che si apre. Come detto, dopo aver aperto a tutti la vendita libera il Manchester ha contattato gli acquirenti italiani e ha confermato che i biglietti sono stornati e sarà effettuato il rimborso. Curiosamente, nelle ore successive, per posta sono arrivati i tagliandi cartacei (spediti quindi in precedenza) che però non sarebbero più validi. Qualcuno ha protestato dicendo che in passato aveva visto gare del City e in quel caso il biglietto è stato riabilitato, ma a tre giorni dal match ci sono ancora troppe cose che non quadrano. Come ad esempio il fatto che chi ha preso il biglietto con hospitality (ristorante e accesso esclusivo) pare non abbia alcun problema.

Perché annullare tutti i biglietti di appassionati che hanno comunque pagato voli e alberghi invece di convogliarli nei 1.300 posti liberi perché non concessi all’Atalanta del settore ospiti? Perché cancellare acquisti fatti dopo che lo stesso Manchester City aveva prima inibito e poi liberato per tutti la possibilità di acquisto? Perché con lo stadio che si annuncia semivuoto (come a Lione in Europa League il terzo anello) non trovare una soluzione di buonsenso per tutti? Il tempo non è ancora scaduto, oggi la Dea gioca ma in partenza per l’Inghilterra ci sono tanti amici atalantini che cercano una soluzione. Trovarla non è impossibile, basterebbe un pizzico di buon senso.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.