I brividi della Festa della Dea
e la nostra richiesta al Tas

La prima serata dopo la fine della Festa della Dea è sempre molto particolare. Non c’è più il piazzale pieno, non ci sono birre da spillare o cori da lanciare, eppure la sensazione che resta è che i giorni passati nel parcheggio di Oriocenter siano qualcosa che non finisce nel momento in cui giri il giorno sul calendario, ma continuino dentro ognuno di noi. Perché la Festa della Dea siamo tutti noi.

 

 

I volti, le mani, le voci: un trionfo di semplicità. La vera essenza della Festa si scopre veramente passeggiando tra la gente prima e dopo il momento dedicato al palco. Sotto i tendoni, in piedi nel piazzale o nei parcheggi si parla un po’ di tutto ma si vede e si sente che il filo conduttore è l’Atalanta. Ci sono anziani e bambini, ragazzi e ragazze per una miscellanea di persone che apparentemente non hanno nemmeno troppo in comune se non la passione per i colori nerazzurri. La chimica che si avverte passeggiando e salutando i tifosi è pazzesca: sembra di stare in famiglia. Anche l’ultima sera, nonostante il giorno in più di grande impegno da parte di tutti, è stato un trionfo. Nulla di particolare, solo tanta semplicità con l’Atalanta sullo sfondo: una sciarpa, una maglia, una bandiera e via per le ultime ore di cori e applausi. Stanchi ma felici, provinciali e orgogliosi di essere una realtà che altri snobbano ma che intanto ha dimostrato di avere un progetto solido su cui sognare un grande futuro. Non manca nessun ingrediente, non ci sono pressioni e la voglia di vedere partite adesso è ai massimi livelli.

Dal vivo e via streaming, un successo enorme. Non abbiamo dati aggiornati e completi sulla partecipazione alla Festa delle Dea, ma di certo parliamo di decine di migliaia di persone che durante le serate di svolgimento hanno seguito tutto sia dal vivo che attraverso la diretta streaming offerta da BergamoPost. In un momento come questo, dove si parla molto della passione per il calcio argomentando che la presenza dei campioni sia fondamentale per alzare il livello d’interesse, Bergamo si conferma una certezza. Certo, è arrivato Zapata e la presenza di Gasperini è qualcosa di sensazionale, ma il tifoso atalantino ha già dimostrato più volte che conta solo la maglia e non il nome e numero sulle spalle. Il successo di quella che secondo qualche scienziato è solo una sagra estiva un po’ più partecipata nasce dal basso ed è destinato ad andare oltre protocolli di sicurezza sempre più stringenti, polemiche per un carrarmato o qualche salto sul tavolo al ritmo dei cori da stadio. La Festa della Dea è una grande emozione, un orgasmo atalantino che manda tutti in paradiso.

 

 

Sveglia Tas, dicci solo dove e a che ora. «Se non va bene, a Sarajevo», cantava il Bocia sul palco durante l’ultima serata e in quelle parole c’è tutto quello che serve per capire i tifosi atalantini. Non ci interessa se questi sono i tempi del Tas, non è importante se servono ore per le audizioni o se il fondo Elliot proprietario del Milan sia più o meno affidabile di Mr. Li. Nulla di tutto questo è importante, perché l’Atalanta sul campo ha conquistato l’Europa ma è irrispettoso, inaccettabile e semplicemente folle che si arrivi al 20 luglio senza sapere se il 26 luglio dovrà giocare o meno. Le date, amici del Tas. Noi vogliamo sapere dove e quando, a tutto il resto ci pensiamo noi. Però sbrigatevi, abbiamo voli da prenotare e una serie infinita di cose da organizzare. Non ci interessa sostituire il Milan per scavalcare quello che ha detto il campo: se andremo ai gironi perché loro non hanno rispettato le regole sarà una bella cosa, ma dovete fare in fretta. Il popolo atalantino aspetta solo di mettersi in cammino. Servirebbe più rispetto per l’Atalanta e la Fiorentina, ma per ora ci accontentiamo del verdetto. Forza, sbrigatevi!

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