Calma, gesso e toccare ferro
Ci giochiamo “solo” la storia

Come stanno vivendo, le diverse anime del Mondo Atalanta, l’attesa per la sfida contro il Sassuolo che potrebbe significare Champions League? Quali sono i sentimenti che vanno per la maggiore? Come si gestisce l’inevitabile ansia da grande partita che in queste situazioni viene sempre a galla? Squadra, società e tifosi hanno, fortunatamente, approcci molto diversi. Proviamo a ragionarci un po’ sopra convinti che alla fine, l’unica cosa che conta davvero, è che Gasperini e i suoi ragazzi vadano in campo giocando come sanno.

 

 

Il gruppo è sereno, a Zingonia si lavora bene. Il lavoro settimanale a Zingonia è andato avanti senza intoppi. Il clima nella squadra è buono e pare quasi che non si senta la pressione legata allo storico traguardo che domenica sera si potrebbe tagliare. Un aspetto che non può che essere positivo. Si prepara l’ultima decisiva gara come quest’anno ne sono preparate altre 48 e alla fine cambia poco sotto il profilo delle motivazioni: conta vincere, come sempre. I giocatori sono determinati e concentrati sulla partita e le altre voci (leggi mercato) che arrivano da fuori rimangono ferme al cancello. Chi ha avuto la possibilità di passare al Centro Bortolotti racconta di volti distesi e voglia di scendere in campo. Scorrendo anche i social dei giocatori, si notano scene di vita quotidiana, con il Papu che ha pubblicato alcuni scatti da Vittorio mentre mangia con la moglie Linda per il compleanno o altri compagni, come Gollini, che ingannano il tempo guardando e commentando la trasmissione della D’Urso.

 

 

Profilo basso della società, nessuna intervista. In quest’ultima settimana di lavoro non c’è stato nessun appuntamento per interviste personalizzate come invece è accaduto altre volte. Il gruppo è stato protetto al massimo e anche dai dirigenti non sono arrivate dichiarazioni di nessun tipo. Con tante possibilità di centrare un risultato incredibile, sarebbe stato anche facile caricare la piazza con parole a effetto, ma dalla finale di Coppa Italia a Roma in avanti, fateci caso, i Percassi hanno fatto soprattutto i pompieri. Le ultime parole sono state quelle dell’amministratore delegato Luca Percassi che durante la presentazione della partnership con Italcementi ha parlato molto dei tifosi e poco dei sogni Champions. «Comunque vada domenica, questa stagione è stata estremamente positiva» ha detto e il punto di vista è condivisibile: già ora è stato fatto qualcosa di straordinario, teniamo il profilo basso in modo da non mettere pressione al gruppo, anche perché nel caso peggiore si giocherà in Europa League. Non proprio noccioline.

 

 

Tifosi: tanta ansia e altrettanta euforia. Detto che i diciottomila che domenica saranno al Mapei rappresentano l’ennesima dimostrazione che l’Atalanta per la sua gente è una cosa meravigliosa, in città e in provincia si respira davvero l’attesa di un grande evento. Ne parlano tutti, anche coloro ai quali il calcio non interessa molto, tutti abbracciati da un’emozione collettiva. Negli atalantini “puri” però i livelli di ansia stanno raggiungendo picchi inimmaginabili, al punto da costringerci a fare un piccolo richiamo all’ordine. Amici, siamo favoriti e abbiamo tante combinazioni che ci mandano in Champions League, ma la partita va ancora giocata. Il Sassuolo non ha motivazioni, l’Atalanta è più forte e basterà giocare da Dea per vincere e chiudere i conti, ma il tempo non è mai un dettaglio: solo quando parleremo dell’eventuale vittoria al passato sarà tempo di festeggiare. Calma, gesso e toccate ferro: è dura ma per niente impossibile. Forza Atalanta, fai l’ultimo salto verso la leggenda.

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