Dove c’erano Kurtic e Petagna
oggi ci sono Ilicic e Zapata

Domenica allo stadio di Bergamo l’Atalanta incontrerà la Spal di Semplici ma, sfida nella sfida, ci sarà anche il confronto della nuova Dea con il suo passato. Lì dove c’erano Kurtic e Petagna oggi ci sono Ilicic e Zapata, numeri e propulsione offensiva sono molto diversi, ma non bisogna mai dimenticarsi da dove si arriva: il percorso di crescita che stiamo ammirando e che ci rende tutti felici è iniziato proprio con i due ex che vedremo in campo con la maglia biancazzura.

 

 

Andrea Petagna, il centravanti che non segna. Uno degli uomini chiave della rivoluzione Gasperiniana è questo gigante triestino dal viso gentile e dalla grande propensione alla manovra. Oggi che Zapata segna quintali di gol sappiamo tutti che con un centravanti come lui si possono aprire scenari inimmaginabili,ma nessuno dimentichi che l’Atalanta quarta in classifica con 72 punti (prima e unica volta nella storia) è quella con Petagna centravanti. All’inizio della stagione 2016/2017 il titolare del ruolo era Paloschi con Pinilla alternativa. Poi è arrivata Atalanta – Napoli, la gara “zero” genesi di un sogno. E al centro dell’attacco c’era lui.
Con la maglia della Dea Petagna ha segnato undici reti in 75 presenze tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Pochissime se pensiamo al rendimento della Dea di oggi, ma abbastanza per giustificare il fatto che lui non aveva il compito di fare gol ma quello di farlo fare agli altri: il Papu ne ha infilati 16 il primo anno, Ilicic l’anno scorso è arrivato a 15 stagionali. Non ti strappava applausi, non ti esaltava per una tripletta, eppure se scorrete le nostre pagelle (e non solo) troverete sempre un buon motivo per applaudirlo. Anche nelle giornate più difficili.

 

 

Jasmin Kurtic, la chiave tattica del Gasp. L’altro giocatore che dal punto di vista tattico è stato decisivo per la rinascita nerazzurra iniziata a Pescara con il Crotone è Jasmin Kurtic. Sloveno come Ilicic e mediano di rottura quando arrivò a Bergamo, la sua intelligenza tattica e le grandi doti fisiche gli hanno permesso di esplodere nel ruolo che Gasperini gli ha cucito addosso per dare la stura a Gomez sulla corsia mancina: centrocampista di raccordo con licenza di inserimento continua. In quella fascia di campo tra il centrocampo e l’attacco, Kurtic si è spesso adattato anche sulla destra per il 3-4-3 e nonostante qualche gol sbagliato di troppo il suo apporto è sempre stato preziosissimo.

I dieci gol segnati in 92 partite con la Dea sono perfino pochi per il volume di gioco che ha prodotto, la prima stagione con Reja non è stata male, ma con Gasperini è diventato un giocatore abilissimo negli inserimenti e molto bravo nelle due fasi. Il posto in squadra era sicuro fino all’esplosione di Cristante e all’arrivo di Ilicic. Quando ha capito di essere diventato la seconda o terza scelta, il ragazzo ha alzato la mano e ha chiesto di andare a giocare. Lo hanno dato alla Spal nel gennaio 2018, Bergamo gli tributerà certamente un applauso sincero e magari anche una bella carezza visto che è appena diventato papà.

 

 

L’esempio per tutti, “Mago” Gasp può tutto. Andrea Petagna e Jasmin Kurtic sono solo due degli esempi migliori di come Gasperini sia un allenatore davvero formidabile nella ricerca e nella capacità di valorizzare caratteristiche che un giocatore probabilmente nemmeno sa di avere. Prima dell’Atalanta per entrambi i giocatori c’erano state tante squadre e pochissime soddisfazioni, il discorso vale per loro ma anche per Gagliardini, Conti, Caldara, Spinazzola e Cristante: buoni prospetti diventati giocatori di alto livello.

La dote più importante del tecnico di Grugliasco è nella capacità di ottenere risultati cercando continuamente soluzioni. Tutti pensano al mercato per risolvere i problemi, lui invece passa dal lavoro, anche se proprio il mercato è uno degli argomenti che lo fanno incazzare di più. La similitudine culinaria è presto fatta: per la cena c’è chi passa al supermercato e si compra la busta di casoncelli pronti e chi invece prende farina, semola di grano duro, sale e acqua per l’impasto stando anche attento agli ingredienti giusti per il ripieno. Serve tempo, ma il risultato non è minimamente paragonabile.

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