Cinque motivi per cui il Papu
potrebbe restare all’Atalanta

Pensandoci bene, la situazione del Papu Gomez è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Ci siamo fatti una domanda: per quale motivo le strade dell’Atalanta e del suo giocatore simbolo potrebbero dividersi? Normalmente, in queste situazioni, ci sono cinque possibilità: questione economica, questione di obiettivi, di incompatibilità ambientale, di scelta del tecnico e di volontà del procuratore. Le abbiamo analizzate tutte e, pensando al Papu Gomez, non c’è nulla che ci possa far considerare la partenza del numero 10 da Bergamo come qualcosa di certo.

 

 

Questione economica: il Papu può guadagnare di più. Iniziamo subito dall’aspetto più interessante. Papu Gomez a Bergamo ha un contratto fino al 30 giugno 2020 e lo stipendio si aggira sul milione di euro. Per i parametri nerazzurri, siamo al massimo di quanto possibile ma è evidente che una nuova proposta per il giocatore è quasi scontato che arrivi. Classe 1988, Gomez il prossimo 15 febbraio compirà 30 anni e l’attuale contratto con la Dea vale fino a quando ne avrà 32. Per quello che ha fatto vedere in questa stagione, per il suo peso specifico nel gruppo e per come si è esaltato nel gioco di Gasperini, segnando tanti gol quanti non ne aveva mai fatti e raggiungendo anche la Nazionale, una nuova proposta che lo leghi fino a fine carriera con Bergamo e la maglia orobica sarebbe un grande segnale per lui ma anche per tutto l’ambiente. È chiaro che ingaggi come quelli di altre big del calcio italiano o europeo sono impossibili da strappare a Bergamo, ma i soldi non sono tutto e la valutazione dev’essere fatta a 360 gradi.

Prospettive e obiettivi: poche opzioni concrete. Gomez ha raggiunto una storica qualificazione europea con l’Atalanta, da protagonista assoluto. Lui stesso, in passato, ha sottolineato come per lasciare l’Atalanta serva una proposta veramente importante e l’aspetto economico non è affatto quello principale. Se arrivasse una proposta da parte di una squadra che gioca la Champions League è ovvio che ogni discorso si complicherebbe, ma Gomez vuole essere protagonista. Quindi non da prima alternativa, non a singhiozzo, ma da protagonista. Ribaltando la prospettiva, la domanda è semplice: quale squadra che l’anno prossimo giocherà in Champions League può investire 15 o più milioni di euro pagando un ingaggio di oltre 2 milioni ad un giocatore bravissimo come Gomez che però non ha esperienza a livello internazionale e quindi sarebbe una sorta di scommessa? A Bergamo, il ragazzo sarà il protagonista assoluto della prossima avventura in Europa League e potrebbe anche continuare ad alimentare le speranze di restare nel giro della nuova Argentina di Sampaoli fino al Mondiale di Russia 2018.

 

 

Gomez e lo stupendo rapporto con la piazza. Dal punto di vista ambientale, la stagione leggendaria che l’Atalanta ha mandato agli archivi ha tanti protagonisti ma nessuno è riuscito ad accendere così tanto l’entusiasmo come Gomez. L’impatto social del giocatore, il suo modo di essere sempre sorridente e disponibile verso i tifosi che lo seguono su Instagram, l’apertura di Perform in città e la volontà di non mancare mai nei momenti più importanti del campionato nonostante alcuni acciacchi sono piccoli dettagli di una cavalcata che ha esaltato tutti quanti. In questi giorni, le semplici voci di una possibile partenza di Gomez in caso di offerta irrinunciabile hanno preoccupato molto i sostenitori orobici. La situazione è chiarissima: lui a Bergamo sta benissimo, la piazza è innamorata di lui e quindi deve succedere qualcosa di clamoroso perché questo idillio si interrompa.

Gasperini, il Papu e il ruolo chiave del 10. Un altro aspetto che bisogna sempre valutare quando si pensa ad un giocatore è la sua utilità per la manovra della squadra. Nel gruppo orobico ci sono diversi giocatori che, per caratteristiche e per i risultati di questa stagione, non faranno parte del gruppo atalantino 2017/2018, ma per Gomez vale esattamente il discorso contrario. Il tecnico Gasperini, quasi a voler sottolineare ancora di più l’importanza del suo numero 10, ha apertamente parlato della necessità di portare nel gruppo altri due o tre “Papu” nel gruppo. La verità è che il tecnico della Dea ha dato molto al folletto argentino e grazie ad una manovra cucita quasi su misura sulle sue caratteristiche (sia in fase di conclusione che di assist per i compagni) Gomez è diventato il faro dell’Atalanta.

 

 

Il procuratore non è un problema: decide Gomez. Rispetto a molte altre situazioni in cui l’agente di un calciatore spinge in un senso o nell’altro per decidere il futuro del proprio assistito (Raiola docet), nel caso di Gomez è bene fare subito chiarezza: il futuro sarà deciso dallo stesso numero 10 argentino insieme alla famiglia. Il procuratore storico del Papu è Alejandro Naccarato, che è anche il cognato del giocatore essendo sposato con la sorella della moglie Linda. Da questa stagione, Naccarato ha lasciato l’ex agente Leo Rodriguez per associarsi con Beppe Riso, procuratore di molti giovani interessanti come Petagna, Cristante, Gollini e Gagliardini. Ovviamente gli agenti del Papu cercano di fare al meglio il proprio lavoro per il futuro professionale di Gomez ma per far vacillare le certezze del numero 10 argentino servono argomenti molto forti.

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