Colantuono con entusiasmo
al centro del Mondo Atalanta

«Lasciare l’Atalanta? Qui si sta benissimo, è una piccola, ma splendida realtà. Se non ti chiama una grandissima, come fai ad andare via da Bergamo?» Sta quasi tutta in questa frase la missione atalantina di Stefano Colantuono. Quella iniziata il 14 luglio a Zingonia è la settima stagione al timone del gruppo nerazzurro, il mister davanti ad una folla di giornalisti si è presentato pimpante e carico come sempre. Maglia verde speranza e pizzetto brizzolato, le parole del tecnico romano hanno permesso di capire tantissime cose e le conferme arrivate su Carmona, Bonaventura e Cigarini valgono tantissimo.

I giovani. «D’Alessandro, Molina e Zappacosta sono rientrati alla base. Abbiamo Suagher e Gagliardini da valutare oltre a Grassi e Pugliese che sono aggregati. Serviva una ventata d’aria fresca, sono molto curioso di vederli all’opera». Con queste parole il tecnico di Anzio ha sottolineato come le scelte di mercato vadano tutte nel senso del ringiovanimento. Uomini di gamba con tanta voglia in posizioni del gruppo che magari prima erano occupate da chi ora è stato ceduto per sfoltire la rosa. Nel giorno in cui si è celebrato il trionfo Mondiale firmato dal talento Götze (classe 1992) anche la Dea, per bocca di Colantuono, ha dato risalto alla propria linea verde.

Il mercato. «Di Carmona non stiamo nemmeno a parlare, Bonaventura è ritornato e vedremo cosa succederà. Stesso discorso per Cigarini. Se altre squadre li chiedono è un piacere però è giusto che l’Atalanta venga pagata bene. Con loro abbiamo fatto un lungo lavoro di crescita, entrambi sono arrivati alla Nazionale quindi chi è interessato si presenti con offerte adeguate e ci muoveremo di conseguenza». Tecnicamente parlando, il mister ha tolto dal mercato l’unico giocatore che non ha alternative di livello in rosa, mentre per Bonaventura e Cigarini (in rosa ci sono D’Alessandro e Baselli, può tornare anche Estigarribia). Siamo solo a metà luglio, ma la sensazione è che il coltello dalla parte del manico ce l’abbiano i Percassi.

Il modulo. «Partiremo con il sistema di gioco che conosciamo meglio, il 4-4-2 che poi è un 4-4-1-1. Non è detto che non si possa passare al 4-2-3-1 o al 4-3-3 in alcune circostanze, però credo sia giusto insistere con il modulo a noi più caro. Certo, gli arrivi ci aiutano anche ad avere più soluzioni in questo senso, ma non chiudo la porta a nulla». Le parole di Colantuono sono chiare e suonano come un macigno soprattutto per chi ipotizzava Baselli con Cigarini e Carmona: lì in mezzo ne giocano 2, poi spazio alle ali e a tutti i giocatori in grado di buttarsi in avanti per cercare il gol.

Gli obiettivi. «Teniamo i piedi per terra. Prima si passa dai 40 punti, quindi dalla salvezza. Dopo, si può parlare d’altro e credo che i risultati ottenuti finora a Bergamo in serie A dal sottoscritto siano molto buoni. Prepariamoci al meglio, giochiamo e cerchiamo di arrivare il prima possibile all’obiettivo minimo. Poi ci divertiremo». Il tecnico romano conosce ormai benissimo le dinamiche bergamasche, dare continuità nella massima serie è fondamentale e solo a stagione inoltrata si può pensare e parlare di altro. Pragmatismo e umiltà: doti tipiche della nostra gente che ormai sono caratteristiche anche del mister.

La storia. «Sono al settimo anno, ormai mi sento bergamasco. Io come Ferguson? Non facciamo certi paragoni, sono certamente felice di lavorare qui e credo che il segreto sia metterci sempre tanta, tanta passione. Se fai questo mestiere e non hai grinta, voglia di raggiungere gli obiettivi e di migliorarti c’è qualche problema». Stefano Colantuono ha iniziato il lavoro, il record assoluto di Mondonico sulla panchina della Dea è ormai nel mirino e basta guardare gli occhi del mister per capire quanta voglia c’è di scrivere la storia.