Che cosa perde l’Atalanta
con Masiello fermo un mese

L’Atalanta dovrà fare a meno di Andrea Masiello per almeno un mese. Mercoledì mattina il difensore viareggino della Dea è stato sottoposto a una prima ecografia dopo l’infortunio subito domenica contro la Sampdoria e il responso è stato un brutto colpo: lesione di secondo grado al bicipite femorale della gamba destra e almeno 25 giorni di attesa prima di poter tornare in gruppo. La botta, per il giocatore e per Gasperini, è pesante e anche se non si tratta di uno strappo o di qualcosa di molto grave, basta ragionare un attimo sul suo peso specifico nel gruppo per capire che in certe situazioni, uno come lui, è fondamentale averlo in campo.

 

 

Instagram conferma: Andrea ha il morale a terra. Dopo le informazioni che sono circolate nel primo pomeriggio con la società che ha informato delle condizioni di Masiello, lo stesso giocatore ha affidato ad un post su Instagram le sue sensazioni. «Era quello che purtroppo ci aspettavamo… Lesione di secondo grado a retto femorale. Sono molto dispiaciuto e arrabbiato perché dovrò stare fermo per un po’, ma questo non mi impedirà di stare vicino ai miei compagni e sostenerli in questo momento di difficoltà».

In un momento complicato dall’infortunio, il numero 5 nerazzurro non dimentica la squadra. Lo aveva già fatto a Firenze e probabilmente lo rifarà: nonostante non possa giocare è facile che Masiello partecipi comunque alle gare contro Chievo, Parma (scontato) e Bologna. Le lacrime che ha versato in campo domenica scorsa subito dopo lo stop certificano uno stato d’animo che andrebbe clonato all’interno del gruppo. I giocatori non sono tutti uguali, esistono leader ed elementi che invece vanno trascinati.

 

 

Leader riconosciuto, elemento chiave. Il problema muscolare di Masiello non è collegato al fastidio precedente che aveva interessato l’adduttore. Il ragazzo non è uno che scende in campo per forza e se domenica dopo il riscaldamento non ha dato nessun segnale di fastidio al tecnico, è perché si sentiva bene. Spifferi e indiscrezioni raccontano di come già a Firenze, durante la sgambata mattutina del giorno di gara a Coverciano il giocatore era sceso in campo per una seduta e queste cose, per i compagni, sono molto importanti.

Andrea Masiello è uno dei 2-3 leader dello spogliatoio nerazzurro. Dal punto di vista tecnico ci sono altri giocatori il cui livello è certamente più alto, ma in una squadra di calcio ci sono tanti piccoli e grandi momenti da gestire e da vivere nel modo migliore che cementano il gruppo. Lui, come ad esempio Marten de Roon, è uno che non si tira mai indietro e ha una parola importante per tutti. Fateci caso: quando le cose vanno male, e questo è l’esempio pubblico migliore, davanti a telecamere e taccuini ci vanno sempre i soliti a parlare: Masiello, de Roon e Toloi. Non è un caso, sono segnali.

 

 

Cosa perde la Dea in campo. La formazione di Gasperini, senza Masiello, perde un importante punto di riferimento. Al suo posto giocherà probabilmente il giovane Mancini ma Toloi, Palomino e il classe 1986 di Viareggio formano un terzetto di grande affidamento che anche nelle gare giocate peggio (ad esempio contro la Spal) hanno comunque portato a termine una prestazione di tutto rispetto. Fortunatamente i prossimi avversari non sono tra i più pericolosi del campionato ed è una buona cosa che ci siano Chievo, Parma e Bologna invece di Lazio, Inter e Napoli sul cammino della Dea.

Sulla zona sinistra della difesa, con Mancini la squadra acquista qualcosa in fase di impostazione ma sarà fondamentale che la sinergia di reparto e l’attenzione dell’ex Fiorentina siano ai massimi livelli: Masiello è importante anche sulle linee di passaggio e alcuni suoi interventi a copertura dei compagni hanno evitato gol sicuri in diverse occasioni. Se conosciamo un po’ il numero 5 atalantino, uno dei destinatari dei prossimi consigli sarà proprio Mancini. Prima viene il bene dell’Atalanta e, anche stando fuori, il leader toscano della Dea saprà essere importante.

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