Laxalt, c’è il nodo stipendio
L’Atalanta attende il suo ok

La parola giusta? Riflessioni. Sono ore di grandi pensieri per Diego Laxalt e l’Atalanta: l’operazione che potrebbe portare l’esterno uruguagio a Bergamo è abbastanza delineata sia nelle certezze che nei dubbi che devono ancora essere risolti. Il nodo è principalmente economico e non ci sono molte cose da fare se non aspettare una decisione da parte del giocatore. L’Atalanta ha fatto quello che doveva, con gli agenti dell’esterno e con il Milan: le prossime ore saranno decisive.

 

 

Le cifre in gioco sono importanti. Diego Laxalt ha un contratto con il Milan fino al 30 giugno 2022 con uno stipendio da 1,8 milioni di euro. L’Atalanta non ha nessuna intenzione di arrivare a quelle cifre e i dirigenti orobici (Giovanni Sartori e Luca Percassi) hanno fatto una proposta al ragazzo in linea con i parametri nerazzurri: si parla di 7-900 mila euro per cinque anni. Il taglio rispetto alla situazione attuale è netto, guardando i numeri verrebbe da dire che si tratta di un’operazione impossibile, ma ieri sera Laxalt ha cenato con i suoi agenti e oggi darà una risposta alla Dea. Con il Milan l’accordo sembra comunque fatto, si parla di un prestito oneroso con diritto di riscatto che diventerebbe obbligo al verificarsi di determinate condizioni (presenze ufficiali), per una cifra complessiva di 12-14 milioni di euro. Considerando che Muriel è stato pagato 15 milioni più bonus, facile capire come per i nerazzurri si tratti di un investimento che, se scattasse l’obbligo, rappresenterebbe qualcosa di importante per la società.

 

 

Dipende tutto dalla voglia del giocatore di ripartire. Il nocciolo della questione è sostanzialmente legato alle motivazioni di Laxalt. Il ragazzo è reduce da una stagione deludente al Milan, dove ha giocato poco ed è finito praticamente ai margini. Dallo stesso Laxalt nei giorni scorsi era arrivata la manifestazione di interesse per l’Atalanta, adesso è il momento di tradurla in un’azione concreta: accettare o non accettare uno stipendio più basso per rilanciarsi con Gasperini? Cinque anni di contratto non sono pochi per un giocatore nato nel 1993 a Montevideo. C’è poi una considerazione che merita di essere fatta: quando ieri mattina hanno lasciato Zingonia, gli agenti di Laxalt hanno parlato di riunione positiva. Nel corso della giornata è trapelata fiducia e l’ottimismo si è protratto fino a sera. Possibile che, con le cifre in mano, gli agenti del giocatore abbiano parlato in questi termini senza aver avuto nessun riscontro dal giocatore? A cena avranno provato a convincerlo che una minor pretesa economica val bene la possibilità di un rilancio? Il ragazzo è già d’accordo? Tra poche ore sapremo tutto.

 

Nessuno lo dimentichi: guida l’Atalanta. Nelle ultime ore, i tifosi nerazzurri si sono un po’ spaccati sulla situazione Laxalt. C’è chi dice che la Dea deve giustamente guidare le danze e proporre contratti in linea con la sua politica e chi invece parla di investimenti necessari per migliorare. Fortunatamente, a Zingonia sanno giocare benissimo con i numeri e le proposte che vengono fatte sono in linea con la regola della buona gestione, ma ci sono anche risvolti relativi al gruppo che devono sempre essere considerati. A un giocatore, l’Atalanta può anche decidere di offrire cinque milioni di stipendio. Se i soldi ci sono, perché non farlo? Semplice, perché dopo dieci minuti tutti i procuratori degli altri 17-20 giocatori in rosa si presenterebbero a chiedere l’adeguamento. E magari alcuni ne avrebbero pure tutto il diritto. In un gruppo di calciatori ci sono equilibri delicati che chi è al comando non può mai dimenticare: se Laxalt vuole venire all’Atalanta lo fa alle condizioni che propongono gli orobici. Diversamente, avanti un altro.

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