Due grandi tecnici a confronto
(aspettando l’acuto del Papu)

La sfida tra i due tecnici che probabilmente hanno stupito più di tutti in questo 2017, il confronto per l’Atalanta contro l’unica big che l’ha battuta due volte su due nella stagione dei record, la fortuna di non aver contro Immobile nell’attesa del ritorno al gol di Gomez. Sono tanti i temi che caratterizzano Atalanta-Lazio, la sfida in programma domenica sera allo stadio di Bergamo (fischio d’inizio ore 20.45) sarà molto importante per la corsa all’Europa League ed entrambe le formazioni vogliono i tre punti per continuare il proprio cammino.

 

 

Gasperini-Inzaghi, che bel duello. Il primo grande tema dell’incontro è certamente il confronto tra i due allenatori. Quello che ha fatto finora Gasperini a Bergamo lo sappiamo tutti, la cavalcata orobica in campionato e in Coppa è qualcosa di pazzesco e i numeri come sempre sono i migliori alleati per capire fino in fondo la grande bellezza orobica: in sessanta partite ufficiali tra Serie A ed Europa League, il tecnico di Grugliasco ha conquistato 31 vittorie, 16 pareggi e solo 13 sconfitte, con la bellezza di 115 punti e 99 gol fatti a fronte dei soli 65 subiti. Dall’altra parte, sulla panchina dei laziali siede Simone Inzaghi e anche per lui è giusto alzarsi in piedi e applaudire. Il fratello meno famoso di Pippo ha iniziato la sua avventura in panchina con la Lazio quasi per caso: dopo il rifiuto del ct argentino Bielsa, il presidente Lotito lo ha confermato alla guida della prima squadra (era arrivato dalla Primavera) e lui ha risposto alla grande. Dopo il quinto posto del campionato scorso, la vittoria in Supercoppa contro la Juventus in agosto ha regalato ai biancocelesti un trofeo importante e in campionato la formazione romana è a ridosso della Champions League.

 

 

Atalanta alla ricerca di punti contro il tabù. Nella costellazione di belle partite e vittorie ottenute dall’Atalanta di Gasperini, manca un sussulto contro la Lazio. L’anno scorso arrivarono due sconfitte in due partite: nella gara d’esordio a Bergamo finì con un rocambolesco 3-4 a favore degli ospiti, con doppietta di Kessiè e gol di Petagna (due semi esordienti in Serie A), ma anche con le papere di Sportiello e Marchetti e una Dea molto meno squadra e parecchio squilibrata rispetto a quella di oggi; a Roma, nella sfida di ritorno, il gol iniziale di Petagna venne ribaltato da Milinkovic-Savic sul finire del primo tempo e quando la gara sembrava incanalata sul pareggio ecco l’errore (uno dei pochi) di Berisha: palla lunga per Immobile, uscita del portiere a valanga in una zona di campo innocua e contatto fatale con il numero 17 della Lazio che costò il rigore. La rete dell’attaccante partenopeo dal dischetto decise il risultato e ricacciò l’Atalanta a Bergamo con un pugno di mosche in mano.

 

 

Immobile no, Gomez sì. Proprio l’assenza di Immobile per squalifica (nella Dea mancherà de Roon) è una delle notizie più importanti per i nerazzurri. Il centravanti della Lazio è stato espulso lunedì scorso per un fallo di reazione su Burdisso e il vantaggio per i nerazzurri è evidente. La Lazio si presenterà a Bergamo senza un uomo da 15 gol in A e 19 reti complessive in stagione, giocherà Caicedo che comunque è un elemento interessante ma non può avere lo stesso peso specifico del compagno. Tra i nerazzurri, detto che Ilicic è in un grande momento e che Petagna, tra gol e assist, arriva da una settimana perfetta, tutti i fari sono puntati sul Papu Gomez. Il numero 10 argentino ha dimostrato sul campo di essere in netta crescita, le sue prestazioni sono molto buone ma per dire che il vero Papu è tornato manca un gol decisivo. L’occasione contro la Lazio è ghiotta, la squadra vincendo resterebbe appiccicata al Milan proprio nella settimana dello scontro diretto a San Siro e ci sono tutti gli ingredienti per immaginare un ritorno di Gomez sul tabellino dei marcatori.

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