Gasperini rilancia: il gioco c’è
E Ilicic deve darsi una mossa

Gasperini rilancia: l’Atalanta, a tratti, gioca pure meglio degli ultimi due anni. Il tecnico nerazzurro ha rilasciato una lunga intervista a L’Eco di Bergamo e i temi toccati sono stati molti. Tre di questi, su tutti, fotografano in modo chiaro e inequivocabile come il tecnico dei sogni nerazzurri valuta la situazione della squadra orobica: il gioco c’è e non si cambia, Ilicic deve darsi una mossa e la ricerca delle soluzioni in attacco.

 

 

Gioco e manovra: non si cambia. Gasperini, dopo otto partite di campionato e sei di Europa League ha le idee chiarissime. L’Atalanta gioca bene, ci sono meccanismi ormai consolidati e un’identità che a tratti mostra addirittura una squadra migliore rispetto a quella scintillante delle ultime due stagioni. Questo, secondo il mister, può anche diventare un difetto, visto che i margini di miglioramento sono ridotti, ma nello stesso tempo si può lavorare sui dettagli e sulle situazioni che riguardano ogni singolo giocatore.

Il ragionamento non fa una piega, i numeri certificano questa idea del calcio atalantino e mettono pure il gruppo al riparo da eccessive critiche, considerando che la classifica è decisamente brutta. L’Atalanta ha tutti gli indicatori di gioco delle statistiche di Lega che, complessivamente, sono più alti rispetto a quelle degli avversari: tiri, occasioni da gol, azioni manovrate, passaggi riusciti, angoli, ripartenze. Tutto meglio degli altri, tranne gol e risultati. Anche le prestazioni, tolti i due episodi di Cagliari (dopo Copenaghen) e Spal, sono state comunque positive.

 

 

Ilicic deve darsi una mossa: ormai è ora. Nelle dichiarazioni di Gasperini non si trova nessun accenno al battibecco con Ilicic avvenuto al termine di Atalanta-Sampdoria, ma lo stesso tecnico ha comunque parlato della situazione dello sloveno attualmente impegnato con la Nazionale: Ilicic deve darsi una mossa, i problemi sono superati e un paio di esempi riportati da Gasperini confermano come dal numero 72 nerazzurro si aspetti molto di più.

Quando viene fatto riferimento al grande spirito di abnegazione del gruppo, quando viene sottolineato che Zapata e Gomez in alcune circostanze hanno fatto anche scatti di cinquanta metri all’indietro per recuperare palla mentre Ilicic, contro la Sampdoria ma non solo, prende una spallata e finisce a terra con l’avversario che riparte, vuol dire che c’è un problema. Le qualità tecniche non si discutono adesso però Gasperini chiede al ragazzo di fare un salto di qualità e di tornare velocemente nei ranghi a livello di approccio. È troppo importante per il gruppo.

 

 

Il trequartista: le logiche del mister. L’ultimo tema di grande rilevanza che viene proposto riguarda la scelta dell’uomo di raccordo tra Zapata, Gomez e il resto della squadra. Il centravanti colombiano ha sempre segnato i suoi gol da dentro l’area, di testa ma soprattutto di piede. Quindi bisogna portare lì palloni importanti, per questo Gomez viene spostato più vicino alla zona nevralgica del campo quando si parla di gol da fare. Con queste prerogative, manca la soluzione giusta a supporto dell’attacco che il tecnico sta cercando con Pasalic.

Freuler è una certezza in mezzo e non si tocca, Pessina non viene ritenuto ancora pronto e tutte le altre soluzioni tolgono equilibrio. In questo momento, anche se Pasalic è più un centrocampista, con lui in quella posizione (soprattutto se gli avversari giocano a loro volta con un uomo tra le linee, ecco perché Freuler contro la Samp è tornato tra le linee) l’Atalanta ha il controllo del gioco, anche se serve più cattiveria nelle due aree per fare gol e non prenderne. Questa è la ricetta su cui Gasperini sta lavorando, come sempre è fondamentale fidarsi di lui. Lavoro, lavoro, lavoro.

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