Mentre altri parlano di calcio
la Dea ne costruisce il futuro

Qualcuno, nel recente passato, ha detto che “l’Atalanta in Champions è un’anomalia del sistema”, cioè la dimostrazione che si può fare qualcosa di straordinario anche con un progetto molto diverso da quello delle “big” italiane. Guardando la situazione del calcio nostrano (inteso come club) la domanda però sorge spontanea: e se l’Atalanta fosse semplicemente pioniera di un nuovo calcio? Se quello nerazzurro fosse un modello che gli altri farebbero bene a studiare, copiare e approfondire invece di limitarsi a commentare e giudicare?

 

 

Allenatore: Gasperini nasce dalla notte dopo Palermo. Oggi tutti magnificano il calcio del mister di Grugliasco, ma troppi dimenticano che Gasperini a Bergamo ha iniziato con un 4-3 interno contro la Lazio, poi ha proseguito con una sconfitta a Genova con Raimondi titolare in difesa contro Muriel e dopo alcune partite si è trovato a rischiare seriamente il posto al termine di un Atalanta-Palermo 0-1. Quella notte, intorno alle 2, il tecnico sfrecciò scuro in volto sul piazzale fuori dalla Tribuna, ma l’indomani a Zingonia la società lo confermò. Davanti a tutta la squadra. “È il miglior allenatore che possiamo avere” disse il presidente Percassi.

Quello che è successo dopo lo sappiamo tutti, ma dietro ai risultati, al bel gioco e anche a qualche brutta batosta (non sono mancate e aiutano a crescere) c’è un lavoro certosino e quotidiano che in pochi conoscono. Si dice che Gasperini e il suo staff allenino i ragazzi a disposizione per andare al 150 per cento di quello che serve in partita. Siccome poi la partita rappresenta il 100 per cento del necessario, questo approccio permette ai nerazzurri di dare sempre dimostrazione di essere freschi. Veloci. Presenti. Poi si vince e si perde ma è innegabile che il modello sia speciale. E, badate bene, chi va altrove a giocare poi conferma che come si lavora qui non si lavora da nessuna parte.

 

 

Squadra: non servono tutti campioni. Nel gruppo che scende in campo ogni volta ci sono giocatori di ottimo livello. Gomez e Ilicic sono i due che, dal punto di vista calcistico, danno quel qualcosa in più che le doti realizzative di Zapata poi esalta, ma lo stesso colombiano non era così quando è arrivato. Lo stesso vale per Freuler, per Pasalic, per de Roon, per Gosens, per Castagne, per Hateboer, per Palomino e per molti altri. Del passato, del presente e del futuro.

Quello che ogni giorno si allena al Centro Bortolotti è un gruppo di ragazzi seri e affiatati, come in tutte le squadre anche a Bergamo capitano momenti più felici e altri più complicati, ma la forza di chi gioca nell’Atalanta è che capisce presto come tutti assieme si possa uscire da ogni tempesta. Non lo diciamo parlando per concetti astratti ma guardando il campo: scorrete i tre anni di Gasperini e l’avvio di questa quarta stagione e di momenti complicati ne troverete. Per questo motivo, nonostante ci siano squadre che singolarmente sono forse superiori alla Dea, a Bergamo si sogna in grande: la domenica scende in campo la squadra, si gioca undici contro undici e tutto è in discussione.

 

 

Società: conti in ordine e progetti concreti. A muovere i fili di tutto quello che ammiriamo, c’è la famiglia Percassi. La guida della società è di altissimo livello, come in tutte le cose si possono migliorare diversi aspetti, ma invece di pensare che l’erba del vicino è sempre più verde, e pur mantenendo lo spirito critico che è sempre necessario, bisogna anche guardare i fatti e capire che gli altri dovrebbero imparare da chi guida il sodalizio orobico. Sostenibilità, progettualità e serietà sono concetti che bisogna mettere in pratica con i fatti, non solo a parole.

Gli altri chiacchierano di stadio e sventolano progetti, l’Atalanta demolisce, scava e ricostruisce. Gli altri cambiano allenatori e ogni volta è un nuovo proclama, l’Atalanta costruisce pezzo dopo pezzo un futuro migliore. Gli altri parlano di giovani e di futuro, l’Atalanta coltiva il terreno della gioventù da decenni e migliora Zingonia giorno dopo giorno come pochissime altre realtà in Europa fanno. Sono i fatti a dare forma al mondo, sono gli esempi ad aiutare chi non capisce come si deve fare: copiate l’Atalanta, provateci almeno e vedrete che il calcio italiano migliorerà. Intanto noi ci godiamo gli anni migliori della nostra vita.