Gol fatti ok, gol subiti troppi
La difesa va messa a punto

Atalanta, adesso è fondamentale alzare il livello in difesa. La stagione degli orobici fino a questo momento è stata incredibile sotto il profilo realizzativo, ma in difesa, rispetto al passato, le cose vanno meno bene del solito. In campionato sono 34 i gol presi in 24 giornate, troppi per una squadra che segna sempre, ma che nel momento in cui ha qualche difficoltà ad andare in gol rischia la sconfitta perché dietro qualche patatrac succede. Nella rincorsa finale a un posto europeo e in Coppa Italia, sistemare questo problema diventa fondamentale. In attesa poi di ragionare sul mercato estivo.

 

 

I numeri con il Gasp. Nelle prime due stagioni di Gasperini a Bergamo (quella in corso è la terza) la squadra nerazzurra ha chiuso il campionato con medie molto simili: il quarto posto del 2016/2017 è arrivato con appena 41 gol subiti in 38 partite (la media è stata di 1,08 a gara), l’anno scorso l’Atalanta ha subito 39 reti in 38 giornate (1,03 a gara), mentre nel campionato in corso i 34 gol presi in 24 partite portano la media a 1,42 gol a domenica. Troppi per puntare in alto, unico vero neo della stagione.

Se da un lato è doveroso sottolineare come la differenza tra gol fatti e gol subiti sia decisamente più alta del passato (0,71 gol in più a favore a partita contro 0,55 a partita del 2016/2017 e 0,47 del 2017/2018) non bisogna dimenticare che in questa fase del campionato i nerazzurri sono sostenuti soprattutto alla grande vena in fase realizzativa del gruppo. Pensare di continuare a segnare così tanto fino alla fine del torneo è probabilmente esagerato e quindi tocca migliorare dietro: la proiezione dei gol segnati è oltre quota 80 (sarebbe pazzesco) mentre quella dei gol subiti tocca quota 54.

 

 

Cosa bisogna sistemare. A incidere sul dato generale c’è sicuramente la propensione offensiva del gruppo di Gasperini ma, con un pizzico in più di attenzione e un approccio più preciso sulle posizioni da mantenere, la situazione si può certamente migliorare. Senza dimenticare che in questo campionato l’Atalanta ha preso troppo spesso diversi gol da chi, normalmente, non ne segna così tanti. Tre reti sono arrivate contro la Roma (sia all’andata che al ritorno), Empoli, Genoa e Milan, ma solo i giallorossi hanno un rendimento stagionale in linea con quel risultato: l’Empoli ha segnato 30 gol in 24 partite (1,25 a partita), il Genoa 32 (1,33 a partita) e il Milan 35 (1,45 a partita).

Il discorso dell’attenzione poi è ben dimostrato dal minutaggio dei gol. Ben otto reti sulle 34 complessive sono state subite nei primi quindici minuti di gara e probabilmente è questo il dato più difficile da digerire. Lo stesso discorso vale per le reti subite nel finale di gara (lì incide la stanchezza, ma situazioni come quella di Empoli con due reti negli ultimi dieci minuti sono emblematiche) e con un approccio più concentrato e attento, l’Atalanta avrebbe preso meno gol e ottenuto qualche punto in più in classifica.

 

 

Bisogna ragionare sul mercato? È ancora presto e gli obiettivi di questo finale di stagione sono troppo importanti per pensarci ora, ma qualche domanda, tra i tifosi, circola da settimane: bisogna pensare di cambiare qualcosa sul mercato? Soprattutto in porta, la posizione di Berisha non sembra blindata e Gollini non gioca praticamente mai. L’estremo difensore albanese è un buon portiere per una realtà come quella nerazzurra, ha qualche carenza in uscita, ma parliamo pur sempre di un nazionale albanese. Il classe 1995 italiano sembrava il naturale sostituto di Berisha, ma alla fine non trova spazio e a fine anno è probabile che per entrambi tocchi fare una bella pensata.

Per la carriera, per l’ambizione di giocare e perché a nessuno piace stare fuori, Gollini difficilmente accetterà di restare ancora a fare la riserva. A quel punto l’Atalanta sarà davanti ad un bivio, probabilmente anche dettato dagli obiettivi centrati: andare avanti con Berisha e promuovere Carnesecchi? Puntare su altri estremi difensori? E poi ancora, cosa fare con Sportiello che verosimilmente rientrerà da Frosinone? La situazione è ingarbugliata, una soluzione sarà di certo trovata e sembra l’unico punto critico. In difesa, con il rinnovo di Toloi da definire e quello di Palomino ormai fatto, l’arrivo di Ibanez e la presenza di Varnier sono, insieme a Djimsiti e Masiello, la quadra giusta in caso di partenza di Mancini.

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