Ilicic, marziano da 10 e lode
Zapata scivola sul giallo

La splendida orchestra atalantina suona la quindicesima (vittoria in campionato) e mette la quinta (posizione in classifica, a un punto dalla Champions). Il trascinatore è Ilicic, quello che combina la marachella è Zapata, ma nel complesso l’unico a non meritare la sufficienza è Barrow. Ragazzo, sul 4-1 bisogna entrare in modo molto diverso.

 

 

Gollini 6,5: respinge bene al 13’ il sinistro di Krejci, si ripete al 35’ su Orsolini e nel primo tempo è fortunato spettatore di una dimostrazione di forza calcistica mai vista su questi schermi. Al 53’ stoppa Falcinelli, al 54’ Orsolini lo infila con una bella punizione e per il resto non rischia mai nulla.

Masiello 7: controlla le operazioni senza nessuna sbavatura, Orsolini frulla parecchio ma non trova quasi mai lo spunto giusto almeno fino al riposo ed è anche molto merito suo. Dettaglio importante: era diffidato eppure gioca con intelligenza non rischiando mai nulla.

Palomino 7: centrale a tre in una difesa che rischia pochissima e con il portiere che gioca sempre molto alto ed è attento e gli avversari che non arrivano mai al tiro. Serata di ordinaria amministrazione.

Mancini 7: sfiora il gol in avvio, un paio di anticipi sono decisivi per ribaltare l’azione e nel complesso gioca un’altra gara molto convincente. Anche nella ripresa è attento e non commette nessuna sbavatura, altra prova molto positiva.

 

 

Hateboer 7,5: segna il 3-0 su assist di Ilicic al 9’ ed è davvero tutto troppo facile, corre fino alla fine senza soluzione di continuità e si merita mezzo voto in meno solo per il giallo preso nel finale per la scaramuccia con Valencia.

De Roon 8,5: prestazione esagerata. Bravo a servire subito Ilicic sul 2-0, gioca come se fossimo sullo 0-0 anche dopo il poker e al 42’ sfiora il gol da leggenda con un destro da metà campo che finisce fuori di un soffio. Anche nella ripresa rincorre tutti e non molla di un centimetro, gara da vero leader.

Freuler 8: primo tempo molto buono in fase di (grande) spinta e (poco) contenimento. Vale lo stesso discorso fatto per il collega di reparto, prestazione di grande spessore. (90’ Pessina sv)

Gosens 7,5: a sinistra è un bel martello, accelera in continuazione e mette anche dentro alcuni palloni molto interessanti. Nella ripresa deve intervenire un paio di volte in fase di ripiegamento e se la cava comunque bene.

 

 

Gomez 7: nella festa del gol del primo tempo non trova spazio per segnare anche lui, ci prova con un paio di conclusioni ma non è fortunato e nell’intervallo esce per risparmiare energie in vista di Inter-Atalanta. Scelta saggia, prestazione comunque positiva. (46’ Pasalic 6,5: buon secondo tempo, la gara è già finita ma lui ci mette lo stesso la grinta giusta)

Ilicic 10 e lode: Marziano. Spacca la partita al 3’ con un sinistro meraviglioso all’incrocio dei pali che vale la personale doppia cifra, dopo nemmeno due minuti mette nello stesso incrocio anche il 2-0 di destro e lo stadio esplode. Non contento, al 9’ manda in porta Hateboer e per tutto il primo tempo tiene in scacco la difesa del Bologna. Esce dopo un’ora e l’ammonizione di Zapata, anche lui è diffidato e Gasperini lo preserva. (63’ Barrow 5,5: sbaglia subito il gol del 5-1, da quel momento in poi si vede che è in netta difficoltà sui movimenti. Peccato, altra occasione sprecata: la sua stagione fino a questo momento è davvero negativa.

Zapata 7,5: segna di forza il gol numero 20 in campionato (25esimo ufficiale in stagione) con una progressione incredibile al 15’, gioca un ottimo primo tempo ma nella ripresa prende un’ammonizione evitabile al 60’ quando da due passi insacca il pallone dopo averlo toccato con il braccio: era diffidato, a Milano non ci sarà. Mezzo voto in meno per il gesto che si poteva evitare.

 

 

All. Gasperini 9: la squadra entra in campo con la foga delle big., distrugge il Bologna in 15 minuti rinfrescando un record che durava da 87 anni (era dal 1932 che una squadra non segnava tanto in avvio, ci riuscì la Juve). Leva Gomez nell’intervallo, quando sta per fare lo stesso con Zapata il colombiano incappa in un tocco di mano volontario che gli farà saltare l’Inter: ne aveva 5 con lo stesso problema, tutti non si potevano proteggere.

 

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