Dea, la Champions a San Siro
(sarebbe uno scacco matto)

L’Atalanta a San Siro per giocare la Champions League? Tra oggi e domani sapremo tutto ma il tentativo, anche con i passi ufficiali necessari, è stato fatto. La notizia è clamorosa, i primi spifferi sono circolati lunedì in giornata a Milano e verso sera sono fioccate conferme sul tentativo in corso da parte della società nerazzurra per quello che sarebbe un autentico scacco matto in chiave stadio per la Champions League.

 

 

La richiesta su più tavoli, la ricostruzione. La scorsa settimana i commissari Uefa erano a Bergamo per valutare il cantiere dello stadio, sabato mattina a Clusone i dirigenti della società orobica (il presidente Percassi e il direttore operativo Spagnolo) sono stati abbastanza chiari sulla situazione facendo capire che ci sono troppe complicazioni per provare a mettere in atto la macchina dei nuovi lavori che permetterebbe di giocare in casa la Champions League. La Uefa non concede deroghe e non c’è tempo per fare tutto. A cavallo del fine settimana è nata quindi questa nuova opportunità: lo stadio di San Siro è occupato solo dall’Inter durante le settimane di Champions visto che il Milan è stato escluso dalle competizioni europee e quindi l’Atalanta ci sta provando. In casa orobica c’è ottimismo, per arrivare alla definitiva fumata bianca serve l’ok di tutte le parti (proprietario dello stadio, società che ci giocano e forze dell’Ordine) ma da quanto trapela il più è fatto.

 

Cosa dicono i regolamenti. Dal punto di vista strettamente regolamentare, lo stadio di San Siro è ovviamente a norma. In sede di richiesta della Licenza Uefa, ogni società deve presentare i documenti con scritto in quale stadio giocherà. Quello “abituale” è il Gewiss Stadium, ma siccome non sarebbe a norma, ecco la definizione dell’impianto “alternativo” che è stato identificato nel Mapei di Reggio Emilia già teatro delle partite di Europa League della squadra nerazzurra delle ultime due stagioni. Dopo l’ottenimento della licenza, lo stadio si può cambiare solo se quello “abituale” viene a sua volta messo a norma (così è scritto sui documenti ufficiali della Figc) ma il fatto che l’Atalanta stia provando ad avere tutti gli ok per San Siro (quindi a cambiare lo stadio “alternativo”) potrebbe essere legato al fatto che la disponibilità dell’impianto meneghino si è concretizzata dopo la decisione di escludere il Milan dalle coppe. Quindi è intervenuto un fatto straordinario nella questione e la Uefa è facile che ne tenga conto.

 

 

Cosa cambia con l’opzione San Siro. Tra Reggio Emilia e San Siro, con tutto il rispetto per il catino delle emozioni europee degli ultimi due anni, passa la stessa differenza che c’è tra una caramella alla menta e il Tiramisù della nonna. L’impianto milanese è tra i migliori di tutta Italia, con l’Atalanta in quarta fascia e la certezze di trovare al sorteggio una o forse addirittura due big del calcio europeo rende gli appuntamenti che attendono Gasperini e i suoi ragazzi qualcosa di davvero affascinante e quindi la cornice del Meazza sarebbe perfetta. La stima che si può fare, considerando anche l’interesse che susciterebbe sugli sportivi non tifosi atalantini la disputa della Champions League a Milano, è di almeno 35-40 mila spettatori a gara. Contro la prima del girone si potrebbe anche andare oltre, ma a questo ci pensiamo più avanti. I primi rumors che arrivano dalla tifoseria del Milan dimostrano che i sostenitori rossoneri non sono molto d’accordo su questa eventualità, attendiamo le firme su tutti i documenti ufficiali prima degli annunci, ma la strada sembra ormai tracciata.

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