Perché la Dea è così in alto?
È stata grande con le grandi

Tanti osservatori neutrali parlano ogni giorno dell’Atalanta come una squadra bella da vedere e divertente da seguire. La domanda, in loro, sorge spontanea: come fanno i nerazzurri a essere così in alto in classifica a una giornata dal termine della stagione? Rispondere è apparentemente semplice: i ragazzi di Gasperini hanno fatto tanti punti degli altri. A ben vedere, però, ciò che forse spiega meglio di ogni altra cosa l’entusiasmante percorso della Dea è il comportamento tenuto dai nerazzurri contro le “grandi” del campionato.

 

 

Quali sono le big del campionato. Juventus, Napoli, Inter, Milan, Roma e Lazio sono da tutti riconosciute come le realtà più importanti della serie A. Ogni anno in estate si cerca di capire come e se le altre (tra le quali Fiorentina, Sampdoria, Torino e Atalanta) riusciranno a inserirsi nelle posizioni che contano. Guarda caso, da tre anni a questa parte sono proprio i ragazzi di Gasperini a infilarsi con decisione nelle gerarchie di vertice. Contro le sei grandi del campionato, il ruolino di marcia dell’Atalanta nelle 12 partite di campionato è ottimo: quattro vittorie, sei pareggi e appena due sconfitte. I passi falsi sono maturati a Bergamo contro il Napoli (1-2) e il Milan (1-3), mentre la squadra di Gasperini non ha perso in trasferta contro nessuna delle big, strappando anzi il successo sia a Napoli (1-2) che a Roma contro la Lazio (1-3). Sul campo della Juventus è arrivato il pareggio di domenica per 1-1, a Roma con i giallorossi è finita 3-3, a Milano un 2-2 contro i rossoneri e uno 0-0 contro la squadra di Spalletti.

 

 

Continuità e crescita costante. A Bergamo il pubblico si è spesso divertito, Juventus (2-2) e Roma (3-3) sono state costrette al pareggio dopo essere passate in vantaggio, mentre Inter (4-1) e Lazio (1-0) hanno lasciato l’intera posta in palio alla formazione nerazzurra, che ha vinto con pieno merito. Nel lungo percorso di una stagione, la continuità con le medio-piccole è determinante per non perdere contatto con le squadre più blasonate, ma questi risultati dimostrano che per stare nelle posizioni di altissimo livello servono anche exploit contro le squadre che sulla carta sono le più forti. Un altro aspetto da non trascurare nella valutazione della stagione dei nerazzurri è la crescita continua iniziata da Chievo- Atalanta dello scorso 21 ottobre. La squadra orobica era reduce da due punti nelle precedenti 6 partite, si segnava con il contagocce e lo splendido attaccante che è oggi Duvan Zapata era un lontano parente del numero 91 che oggi conosciamo. Dalla gara di Verona in avanti, la squadra ha messo in fila una serie di risultati utili che meritano solo applausi. Una costanza che si è anche confermata nel girone di ritorno: in 18 partite, l’Atalanta ha subito solo due sconfitte contro Milan e Torino.

 

 

Prendete esempio, tutti quanti. Nel calcio dei fatturati, della finanza creativa e delle plusvalenze, quello nerazzurro è un esempio da seguire e dimostra che per fare calcio a certi livelli si può anche prescindere da investimenti pesanti sui giocatori: contano di più programmazione e continuità tecnica. Ad oggi, l’Atalanta di Gasperini ha conquistato 198 punti negli ultimi tre campionati, non stiamo quindi parlando di una sorpresa ma di una realtà che partita dopo partita ha messo in atto una crescita sorprendente. Domenica sera tutti i verdetti saranno scritti nero su bianco, l’Atalanta in Champions League sarebbe qualcosa di assolutamente inedito ma finora il campo (unico giudice in queste situazioni) ha detto che i nerazzurri sono dove meritano di stare. Grandi tra le grandi.

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