La Lazio ha vinto il recupero
È il momento di avere fiducia

La Lazio ha vinto il recupero con l’Udinese? Bene. I biancocelesti sono a -1? Benissimo. Fin qui le due considerazioni oggettive di chi vede già la Dea fuori da tutto e vive con l’ansia da “restiamo con un pugno di mosche in mano”, ma siccome a noi piace il bello, prima di tutto, proviamo a guardare avanti con il sorriso. E allora vi diciamo che i punti dal quarto posto sono sempre due (considerando che c’è il Milan, diventano tre), dal quinto ce n’è uno solo e che se andiamo in finale di Coppa Italia, il posto ora della Lazio vale i preliminari. Che ne dite?

 

 

Punti persi, tutti hanno da recriminare. Nella corsa europea di questa stagione non c’è una squadra di quelle in lotta con l’Atalanta che possa dire di non aver sciupato occasioni enormi con le piccole. Il Milan ha fatto 0-0 a Frosinone e ha pareggiato in casa con l’Udinese, la Roma ha perso punti con il Chievo e ne ha fatti 0 su 6 con la Spal, la Lazio ha pareggiato 2-2 con il Sassuolo perdendo a Ferrara e pure a Genova. Proprio come l’Atalanta. I nerazzurri hanno lasciato 4 punti su 6 all’Empoli e ne hanno persi altri 2 in casa con il Chievo, di occasioni sprecate ce ne sono, ma lamentarsi adesso conta come il due di coppe quando briscola è denari. O meglio, per i meno avvezzi al gioco delle carte, è inutile come i Moon Boot nel Sahara. Le energie spese devono essere tutte concentrate e rivolte alla rincorsa che vede la Dea impegnata in altre 7 partite di grande importanza, speriamo tutti che diventino otto con la finale di Coppa Italia ma stiamo con i piedi per terra. Giochiamo gara dopo gara.

 

 

Serie aperta di 7 gare, si chiama continuità. Chi l’ha detto che a Napoli la Dea perde di sicuro? In serie A nessuno ha una serie aperta di 7 gare positive come l’Atalanta. Certo, infilare 4 vittorie e 3 pareggi due dei quali contro Chievo ed Empoli fa girare le scatole ma bisogna guardare avanti e ragionare in positivo. Se da qui alla fine non si perde mai, almeno 2-3 vittorie arrivano e allora quella famosa quota 65 non è poi così lontana. L’anno scorso, il Milan arrivò sesto con 64 punti e l’obiettivo primario dev’essere quello.
La squadra gioca bene, è in grande salute e anche contro l’Empoli ha fatto vedere grandi cose. Le altre fanno punti ma non giocano come noi e siccome crediamo fortemente nel fatto che prima o poi, con il gioco e la grande spinta offensiva, si arriva al risultato, lo ribadiamo con forza: fiducia, fiducia e ancora fiducia in questa squadra. Abbiamo il secondo attacco della serie A dietro a una squadra che vince lo Scudetto con un mese e mezzo di anticipo sulla fine del torneo e devono spaventarci due 0-0?

 

 

Non siamo pronti per le gare decisive? Tanti sostengono che questa squadra non sia pronta per le gare decisive. In effetti ci sono stati dei passi falsi proprio nel momento in cui si poteva fare qualcosa di grande, ma ci sta assolutamente non essere pronti. Parliamo di un balzo che avrebbe portato la squadra in piena zona CL, non sbagliassimo mai saremmo con la Juve a battagliare per il titolo, ma è chiaro anche ai sassi che lamentarsi o dare colpe a qualcuno è come dire che un bravo cuoco di trattoria va contestato perché cucina bene ma non regge la pressione di un ristorante stellato. Tra il bianco e il nero ci sono una serie di sfumature infinite. La squadra di Gasperini è in piena lotta per l’Europa e pure in semifinale di Coppa Italia con ottime possibilità di andare in finale. Se la stagione si chiudesse senza nulla in mano sarebbe comunque da applaudire e l’anno prossimo non si ripartirebbe da capo. E, fidatevi, ci sono almeno 14-15 piazze di serie A che farebbero cambio domattina con noi. Se invece tutto andasse per il meglio, la storia sarebbe ancora una volta riscritta. Noi ce la godiamo e intanto aspettiamo la prossima partita come fosse una finale: state lì a triturarvi la testa (per non dire altro…) pensando ai punti persi o venite qui con noi a sostenere la squadra con il sorriso? #icontisifannoallafine.

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