«La vedrò vicino all’ospedale
temo che il cuore non regga»

«The Championsssssss».

«Fabio, so ‘ncasat nigher… (sono incazzato nero)».

Arrivi al bar, vedi il Bepo e pensi di anticipare le sue parole e invece il caffè dell’amico di tante avventure è amaro come il boccone peggiore. Come se a Genova avessimo perso.

«Bepo, ti vedo che sei scurissimo in volto…».

«La Mariuccia la m’ha regalato ol telefono. Ghe sura Dazn. L’indaa mia be, ades ho sistemat e sa et töt: quel rigore lì non lo dava nemmeno nonno Geppo. Era orbo dalla nascita. Orbo completo». (Mariuccia mi ha regalato il telefono con Dazn, non funzionava e adesso ho sistemato. Quel rigore non lo dava nemmeno nonno Geppo che era cieco dalla nascita).

«Inspiegabile Bepo, inspiegabile».

«Vedi Fabio, invece è spiegabilissimo: c’è qualcosa di poco chiaro dietro, non è possibile spiegare altrimenti una roba del genere. Il nostro non lo fischia e serve che lo mandano a vederlo. Il loro lo fischia e misteriosamente il Var si spegne. Sono robe da vomito».

«Tra l’altro, tre minuti prima del rigore il Var per annullare il gol di Gosens lo hanno usato benissimo… Parliamo di calcio Bepo? Sai che il gol di Zapata, per me, non è la cosa più bella che ha fatto?».

 

 

«Fabio, me che tal biet mesciat… (è meglio se lo bevi mischiato), ma hai visto che saborchia ha tirato? Come farà a non essere la cosa più bella?».

«Bepo ti fermi alle apparenze…».

«Per forsa…».

«Quella progressione nel primo tempo in cui ha tenuto sempre dietro uno come Kouame per me è una roba da antologia calcistica. Pazzesca».

«Vero Fabio, sta davvero bene. Ma io allora allargo il ragionamento e ti dico che Gosens e Djimsiti hanno fatto una prestazione da applausi. E se anche i “gregari” cominciano ad alzare il livello in questo modo c’è davvero da stare allegri».

«Adesso ci prepariamo al sogno… teso Bepo?».

«No, Fabio. Venti giorni che prendo le goccine, mercoledì la vedrò al bar sotto l’ospedale di Bergamo perché ho paura che il cuore non regga e se facciamo gol secondo me potrei avere un infarto. Per il resto, tutto sotto controllo».

«È tosta questa boss, toccheremo il punto più alto della storia della Dea e noi ne saremo testimoni. Per i nostri figli. Per i nostri nipoti».

«Agites mia Fabio, l’an che ve sarà istess… (non agitarti Fabio, l’anno prossimo sarà ancora così)».

«Urca, sei così fiducioso?».

«Tantissimo, vedo anche io le altre partite. Non ci sta dietro nessuno…».

«È lunga Bepo, è lunga…».

«Non c’è fretta Fabio, godiamocela…».

«Perfetto, passata l’incazzatura?».

«No».

«Il solito crapù. Hai ragione, ma ta set an crapù! (hai ragione, ma sei il solito testone».

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