L’Atalanta gioca meglio di tutti
ma lo scudetto è come la Luna

I discorsi sull’Atalanta che si sentono nei bar e per strada sono tutti uguali: quanto vale questa squadra? Si può davvero puntare a un obiettivo clamoroso come lo scudetto? In sede di analisi è doveroso lasciare in disparte i ragionamenti di pancia e affrontare il tema con freddezza. Ebbene, razionalmente parlando, la conclusione è solo una: i nerazzurri di Gasperini possono fare qualcosa di straordinario, ma per vincere il Campionato deve accadere qualcosa di più unico che raro.

 

 

La certezza: giochiamo meglio di tutti. La base da cui partire riguarda le certezze che il tecnico Gasperini ha e rappresenta. I giocatori conoscono a memoria quello che chiede, ormai l’Atalanta ha un gioco rodato che in tanti cercano di imitare (e pochi ci riescono). Rispetto alle stagioni precedenti, il grande vantaggio è proprio questo: l’anno scorso o due anni fa, in queste stesse settimane, Gasperini andava alla ricerca di un assetto; oggi, invece, lavora sui dettagli. La differenza si nota subito guardando i punti in classifica. Dietro a Zapata e Gomez ci sono altri giocatori che partecipano alla manovra e fanno pure gol (Gosens è già a quota tre) e la coralità espressa ogni volta dalla squadra è impressionante. Che si giochi contro la Roma, il Sassuolo o il Lecce non fa differenza. Certo, gli scontri diretti con Lazio e Napoli in trasferta delle prossime settimane saranno importanti, ma non decisivi e al ritorno tutte queste formazioni dovranno venire a Bergamo. Quindi massima fiducia, nessuno in Italia sta dimostrando di giocare meglio della Dea.

 

 

Spensieratezza batte esperienza? Questo è il nodo. Detto della bellezza del calcio di Gasperini e ricordando che è sempre necessario migliorare, la contrapposizione tra spensieratezza ed esperienza è il vero ago della bilancia. L’Atalanta ha come obiettivo primario la salvezza (ricordarlo ogni tanto aiuta a godere della posizione di vertice che la squadra occupa in campionato, senza assuefarsi all’Europa). Adesso siamo terzi e indipendentemente da come andrà la gara di Roma, rimarremo nelle prime quattro. Sembra quasi diventato normale trovarsi nei corridoi dell’alta classifica. Ma per arrivare in fondo a una competizione difficile come il campionato, e conquistare il titolo, servono tante cose che l’Atalanta non ha: abitudine alla pressione, esperienza che ti fa vincere anche quando non meriti, consapevolezza di cosa serve per raggiungere un traguardo così importante e serenità nei momenti chiave sono cose che non si comprano al supermercato. L’Atalanta è una splendida anomalia del sistema: la conquista della Champions è stata qualcosa di fantastico, ma la sensazione che si possa fare anche di più è una “follia” che manda in estasi tutti i tifosi. Certo, se Bergamo ci crede, la spinta potrebbe diventare travolgente.

 

 

La Juventus è la squadra da battere. Domenica sera a San Siro, Inter-Juventus stava finendo con un buon pareggio, ma alla fine Higuain ha regalato tre punti ai bianconeri. Risultato a parte, la dimostrazione di forza dei torinesi è stata impressionante: i bianconeri quando arrivano le partite importanti non sbagliano mai. Almeno in Italia. In sette giornate di campionato la Vecchia Signora ha già vinto sei volte battendo sia il Napoli che l’Inter. Magari non è stata scintillante, ma intanto i punti sono in cascina. E per lo scudetto servono quelli. E servono giocatori di altissimo livello. Gasperini domenica ha ricordato che c’è “chi compra a 70 milioni e chi, come noi, riesce a vendere a 25” per sottolineare la differenza di mezzi e di potenza economica.

Possono bastare il gioco e la perfetta organizzazione del Mondo Atalanta per raggiungere il sogno dei sogni, il Tricolore? Il Leicester di qualche anno fa insegna che il calcio sa anche regalare storie incredibili, ma ciò accade molto raramente e grazie a congiunzioni astrali particolarissime e uniche. Per questo, più che fissare l’obiettivo, oggi è fondamentale godersi il percorso, una partita dopo l’altra, una vittoria dopo l’altra. L’Atalanta c’è e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Puntiamo alla luna, male che vada facciamo un altro giro tra le stelle. Quelle della Champions.