L’amico milanista del Bepo
che adesso spera nel pareggio

«Bepo? Che hai?».

Invece che al solito posto in fondo al bancone, il Bepo è seduto su un tavolino. Con gli occhi lucidi. Non ve l’ho mai raccontato prima, ma il nostro compagno di caffè nerazzurro è un gigante buono di 118 kg. Fa specie vederlo ridotto così.

«Fabio, ma lo sai che giorno è domani?».

«Certo Bepo, il 12 febbraio. Sono 22 anni…».

Il Bepo è emozionato, il 12 febbraio 1997 Federico Pisani e la fidanzata Alessandra Midali sono volati in cielo dopo un brutto incidente stradale.

«Amico mio, quella tragedia non la supererò mai. E adesso che la squadra vola io non riesco a non pensarci. Domenica più volte è partito il coro della Curva e di tutto lo stadio, in Morosini c’era uno striscione. Sono cose che mi toccano dentro. Parlo di Atalanta, fo po ol scemo, ma erano solo due ragazzi. Con tutta la vita davanti».

«Bepo, ti capisco. Però mai come questa volta vale il detto: “Nessuno muore se vive nel cuore di chi resta”. Bergamo e la gente dell’Atalanta non dimenticano, il pensiero è sempre rivolto al cielo: c’è una curva intera che osserva ed esulta. Giocatori, presidenti, allenatori e tifosi. Tutti uniti, nel nome della Dea».

«In questi momenti, essere atalantino è ancora più bello. Lo sai perché Fabio?».

«Cönta sö Bepo… (racconta Bepo)».

 

 

«Un amico del Milan mi ha scritto che spera nel pareggio. Capìt (hai capito)? Loro sperano nel pareggio. Io quelli del Milan non li sopporto da una vita, quel maledetto rigore non me lo tolgo più dallo stomaco, ma non ti nascondo che saperli preoccupati di venire a Bergamo mi fa gonfiare il petto».

“Quel rigore” si riferisce alla Coppa Italia 1989/90, una rimessa non restituita si trasformò in un rigore per i rossoneri che Baresi insaccò tra lo stupore e lo schifo generale. Il Bepo c’era e non dimentica, ma è meglio passare oltre.

«Bepo è commovente stare a giocarsela con quelle squadre lì. Sono molto superiori solo sulla carta, ma sul campo non abbiamo nessuno da temere. Possiamo fare qualcosa di grande».

«Fabio, fondamentale non perdere…».

«Eh?!? Set mat? Me ens… (sei matto? Bisogna vincere)».

«No, Fabio. È decisivo non perdere. Adesso bisogna restare attaccati, abbiamo il miglior attacco e quindi pareggiare gli scontri diretti permette poi si sfruttare eventualmente il vantaggio dei gol segnati. Daga a tra a ü bigol…».

Gli occhi lucidi sono migliorati, il Bepo si riprende anche perché parlare di Atalanta fa bene: lo consigliano tutti i medici bergamaschi.

«Ragionando in modo razionale, hai ragione. Ma me so matt e öre ens!! (io sono matto e voglio vincere!)».

«Tutti vogliamo vincere, ma se dovesse succedere è bene non esaltarsi troppo: serve equilibrio, fino alla fine».

«Bepo ma come fet a es isse calmo?».

«Fabio, è semplicissimo: sono consapevole di quello che siamo. E questa è la vittoria più grande. Se siamo convinti che si può fare, ce la facciamo. Poi magari va male, ma è stupendo esserci. Godiamo del percorso, non solo della metà…».

«Bepo? Manera isse saggio? Set cioc (hai bevuto)?».

«Alà bambos! Se andiamo in finale di Coppa Italia ciape öna ciòca che la Mariuccia la ma cata sö col cugianì… (prendo una sbornia che Mariuccia mi deve raccogliere con un cucchiaino».

«Oh là, così ti riconosco: un po’ di sana ignoranza…».

«Fabio non credere, io non ci sto dentro come nessuno. Ma con la Spal ho capito ancora una volta di più che è fondamentale non perdere mai di vista la realtà. Petagna ci ha fatto gol e abbiamo avuto la forza di ribaltarla… ma è un attimo prenderlo in quel posto, guarda il Frosinone a Genova…».

«Avanti con calma, ü pas a la olta…».

 

 

«Sabato sarà una grande serata però, passata un po’ la malinconia per Pisani, mi lasci dire una roba brutta sullo spostamento di Atalanta–Fiorentina?».

«Spara Bepo…».

«Era fissata il 4 marzo, si gioca a Bergamo e sarebbe stata una grande occasione per organizzare qualcosa per Davide Astori prima con visita al cimitero e poi partita allo stadio. Invece cosa fanno? Anticipano perché la Fiorentina lo ha richiesto. Credo che tante volte bisognerebbe usare un po’ di più il cervello. Certo, bisogneres ighel…(bisognerebbe averlo…)».

«Bepo, hai ragione da vendere. Però non cerchiamo di capire. È inutile. Accontentiamoci di sognare, “the Championssss”».

«Fabio! FABIO!! FABIOOOOOOO!!!».

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