«E l’Atalanta?». Occhiaie al bar
dopo una magica vittoria

«Bepo, che c’è?»

Lo vedi al bancone del bar e capisci che è stata una notte incredibile. Il Bepo ha le occhiaie ai piedi, non ha dormito per niente ma ha un sorriso grande così.

«Fabio, mi viene ancora da piangere».

«Amico mio, hai la tua età ormai…».

«Ho capit, ma ghet present? Ma copat la Juve. Copac, calcisticamente parlando».

«Una dimostrazione di forza impressionante, mai visto qualcosa di simile contro la Juve. Abbiamo fatto altre ottime partite, con loro a Bergamo sono arrivati anche pareggi emozionanti, ma ieri sera abbiamo toccato il cielo con un dito. Mi sono commosso anche io».

«Ero, lì con gli amici di sempre, e sul 3-0 siamo crollati. Ore e ore di attesa, partita che tutti pensavano sarebbe finita con una vittoria della Juve e invece la piccola grande Atalanta ha fatto qualcosa di straordinario. Fabio, straordinario».

«E adesso Bepo?».

«Amo tùrna, Fabio sei giovane. Adesso testa al Cagliari».

«Perché la prossima partita è sempre quella più importante».

«Brao giornalista. Lunedì abbiamo una sfida molto importante. C’è Roma-Milan, ma anche Napoli-Sampdoria è interessante. Noi pensiamo a quella, poi alla Spal, poi al Milan e poi al Torino. La semifinale contro la Fiorentina è ancora lontanissima. U basel a la olta, adoma issè an ria in sima (un gradino alla volta, solo così arriviamo in cima)».

«Bepo ma Castagne?».

«Sai che mi sono innamorato di lui? Chi non lo conosce continua a stressare l’anima con Spinazzola e Lazzari della Spal, ma questo è un nazionale belga. Gioca sul piede sbagliato eppure è sempre uno dei migliori. Acquisto davvero formidabile e ogni tanto facciamo anche i complimenti a chi li pesca».

«Verissimo, perché se ci fai caso contro la Juventus anche altri nomi sbucati dal nulla hanno fatto ottime cose: Djimsiti e Palomino su tutti».

«Anca le: “Palomino sclera perché vuole il Boca”. Risultato? Rinnovo e adeguamento fatti, giocatore di nuovo tra i titolari e tutti contenti. Che papagai».

Questa mattina non ci sono facce famose al bar, però i volti degli atalantini li vedi subito perché il sorriso è a 56 denti e sotto i piedi c’è almeno un metro d’aria. Calogero invece è juventino, lavora come magazziniere nel negozio all’angolo e stamattina è cupo. Lo chiamiamo Mimmo. La domanda non può che essere sul 3-0 di ieri.

«Mimmo, Mimmooooo!!».

«Bepo siete forti!».

«Ma scusa Mimmo, guarda che eravate voi la Juve…».

«Fabio, qui non è questione di nome della squadra o di nomi stampati sulle maglie. Qui si parla di calcio e il calcio di Gasperini è una roba che ti coinvolge. Anche se sei l’avversario di turno».

«Che bella frase, ti rende onore».

«Mimmoooo! Tutto giusto, però permettimi: CR7 al pöl mia pasà ol tep a cuntrula se l’è petenat (non può passare il tempo a controllare se è pettinato)».

«Bepo, sono siciliano ma capisco tutto ormai. Lui è così, lo chiamo “marketing che cammina” perché ogni volta che si gira arrivano soldi. Dai profumi alle mutande».

«Pota Mimmo, anche me go i profumi in di mudande. Basta cambiale».

«Bepo, biel mesciat! Ha detto “alle mutande” non “delle mutande”. Tra l’altro i costa anche öna barca de solcc».

«Fabio, me i töde al mercat: des per 20 euro. I fa sempre ol so servese».

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