Il nuovo lavoro del Papu
che gli allungherà la vita

«Gioco più indietro rispetto a prima, ne ho parlato con il mister e in questo momento abbiamo questo bisogno per fare quel ruolo di raccordo che è stato di Cristante. È un compito delicato, devo pensare prima a difendere che al tiro in porta, ma sto imparando: il mio lavoro adesso è portare palloni in attacco per Ilicic e Zapata».

Sono le 6 della sera, allo Store Atalanta di via Tiraboschi in pieno centro città ci sono almeno 350 persone in coda ad attenderlo e lui, Papu Gomez, arriva in perfetto orario. Prima di lasciarsi andare all’abbraccio della gente il capitano nerazzurro ha parlato alla stampa e le due dichiarazioni, soprattutto pensando al nuovo ruolo, raccontano di un nuovo Papu.

 

 

Perché il nuovo ruolo è decisivo per la squadra. Gomez è pienamente consapevole di quanto per l’equilibrio del gruppo sia decisivo il suo apporto nella nuova posizione in campo. Giocare da trequartista è fondamentale, Gasperini a più riprese ha sottolineato come Gomez e Ilicic per lui siano insostituibili (e quindi non li toglie mai) ed è ormai chiaro che per il capocannoniere della prima stagione del tecnico a Bergamo (16 reti) sia iniziata una nuova fase della carriera. Meno scintillante ma più determinante.

In quella posizione appena più indietro delle punte il Papu ha più responsabilità quando ha la palla tra i piedi, ne gioca un sacco e deve pensare sia all’appoggio per i centrocampisti che a dare una soluzione di passaggio verticale per chi si inserisce in area di rigore. È l’equilibratore della fase offensiva, l’elemento che si muove tra le linee e che di solito gli avversari controllano con il centrocampista basso, ma a sua volta è lo stesso Papu a dover disturbare per primo il fulcro del gioco di chi ogni settimana incrocia con l’Atalanta il suo destino pallonaro.

 

 

Occhio ai giudizi, cambiano i parametri. Nell’immaginario comune Gomez è il leader offensivo della squadra ma i giudizi, mai come in queste situazioni, vanno parametrati all’effettivo impegno che viene richiesto al giocatore nelle due fasi. Se anche il piede del Papu è delicato nella valutazione non si può prescindere, ad esempio, dai chilometri percorsi o dal numero di palloni giocati. Considerando la qualità che può mettere al servizio della squadra, se tocca dieci palloni e nove diventano importanti per lo sviluppo dell’azione di squadra, Papu è molto più determinante rispetto alla singola giocata che magari lo porta al gol personale.

Questo approccio mentale alla valutazione del singolo diventa fondamentale per capire quando la squadra fa bene o male. Non è un caso che l’Atalanta sia il terzo attacco del campionato. Prendendo, ad esempio, i gol da palla inattiva è importante capire come Gomez calcia gli angoli: ne sbaglia molti (anche perché li tira quasi sempre lui), ma se in una partita riesce a piazzarne 2-3 in area come sa fare e diventano potenziali occasioni da gol, la squadra ne beneficia. Vanno allargati quindi gli orizzonti della valutazione: il Papu è insufficiente quando la percentuale delle palle importanti giocate per la squadra si abbassa troppo, non se non trova la via del tiro o del gol con continuità nei 90 minuti.

 

 

Perché Gasperini gli sta allungando la carriera. L’ultimo elemento da tenere in considerazione è l’età di Gomez. Classe 1988, il Papu il prossimo mese di febbraio compirà 31 anni e il treno Champions della sua carriera è ormai forse passato definitivamente. Per caratteristiche fisiche e tecniche, se Gomez si cala al meglio nel nuovo ruolo, con tempi e giocate giuste, per il calcio di Gasperini è innegabile che la sua carriera può tranquillamente continuare su ottimi livelli ancora per 3-4 anni. E questo va detto anche in considerazione della nidiata di giovani che stanno arrivando in prima squadra.

Se proviamo a pensare alla Dea delle prossime stagioni, uno come Gomez diventa una formidabile garanzia tecnica in un pacchetto di attaccanti dove oggi ci sono la forza fisica di Zapata e la classe di Ilicic, ma dove un domani potrebbero esserci dei giovani classe 1999, 2000 o 2001 che devono imparare tutto del calcio di Gasperini. Lo stesso tecnico, oggi, ritiene che solo Gomez può fare quel lavoro di raccordo che faceva Cristante e, considerando quanto è importante, ben venga il nuovo ruolo di Gomez: ancora una volta, Gasperini sta anticipando tutti e il futuro è già iniziato.

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