Le pagelle: a pieni voti
Sportiello e Zappacosta

Esordio con pareggio per l’Atalanta in serie A. Al Comunale finisce 0-0, tra i nerazzurri ottima prova di Sportiello e Zappacosta mentre per i veronesi è sempre Toni il più pericoloso.

ATALANTA

Sportiello 7: parte con grandissima tranquillità, al 23’ è semplicemente strepitoso sul destro a botta sicura di Jankovic dal cuore dell’area di rigore e pochi secondi più tardi blocca a terra la ribattuta di Luca Toni. Nella ripresa il Verona non  si presenta mai dalle sue parti fino all’80’ quando Gomez si presenta solo davanti a lui e si fa ipnotizzare. Grande esordio.

Zappacosta 7,5: il migliore in campo. Si propone sempre con grande velocità, al 35’ il suo tracciante in area non trova compagni, ma la continuità nei cross è una gran cosa. Ogni volta che l’Atalanta riparte si fa vedere e cerca la profondità, la condizione fisica è già straripante e fino alla fine non mostra segni di cedimento. Bravissimo.

Benalouane 6: qualche problema con Toni in aiuto a Biava, al 27’ Rizzoli gli promette il cartellino per una gomitata al numero 9 del Verona, ma non casca nel tranello e chiude senza affanni. In alcuni frangenti si prende rischi inutili, limando queste sfumature l’impostazione da centrale è ottima.

Biava 6,5: Toni è un brutto cliente, Colantuono suggerisce la presa doppia in collaborazione con Benalouane e per tutto il primo tempo i danni sono limitati. Anche nella ripresa controlla la sua zona rischiando molto poco, con l’attaccante del Verona la sfida tra “vecchietti”  finisce sostanzialmente in pareggio.

Dramè 7: quelle scarpette rosse sono sempre in movimento, si inventa giocate magari rischiose ma tremendamente efficaci. Al 43’ imbeccato da Cigarini mette dentro, ma non trova compagni. Alla distanza cala un po’ ma insieme a Zappacosta si conferma come una delle sorprese più belle di questo avvio di stagione.

Estigarribia 6: tanto fumo ma pochissimo arrosto nel primo tempo, numero da circo ad inizio ripresa che porge a Moralez la palla del vantaggio finita però in curva Morosini. Si sfianca senza soluzione di continuità, migliora nella ripresa, la condizione però non è ancora quello dei giorni migliori, nel finale esce per Spinazzola. (83’ Spinazzola sv).

Cigarini 6: tiene in mano il centrocampo fin dai primi minuti, non alza il ritmo fino al riposo nonostante un paio di imbeccate in verticale decisamente interessanti e questo è la spiegazione migliore della pochezza offensiva vista fino a metà gara. Il secondo tempo lo vede un po’ più ispirato, l’occasione migliore parte dal suo piede con Boakye che fallisce da due passi e nel complesso non demerita anche se può fare molto meglio.

Carmona 6,5: subito molto in palla, raccatta palloni e avversario a destra e a sinistra senza tirarsi mai indietro. Il Verona lì nel mezzo gioca in superiorità (3 contro 2) ma lui e Cigarini non patiscono più di tanto e nel finale sembrano decisamente più in palla degli avversari.

Bonaventura 6: si accende ad intermittenza. I compagni lo sfruttano poco, lui è comunque pronto ad attaccare lo spazio con l’incontenibile Dramè anche se non è preciso nei passaggi. Con il passare dei minuti cala vistosamente, nel finale prova un paio di fiammate, ma non è giornata e fatica a lasciare il suo marchio sulla partita. La speranza dei tifosi è che quella contro il Verona non sia stata la sua ultima in maglia atalantina.

Moralez 6,5: gioca tra le linee ed è sempre molto efficace, ad inizio ripresa si mangia il gol del vantaggio spedendo alle stelle un pallone molto interessante di Estigarribia. I compagni lo cercano sempre, lui si muove con grande intelligenza e quando il mister lo richiama in panchina tutto lo stadio gli regala un bell’applauso. Esordio positivo. (75’ Boakye 5: il cecchino stavolta fallisce. Entra nel finale e ha quasi subito la palla buona, spreca da due metri colpendo con una mano un pallone che chiedeva solo di essere spinto in fondo al sacco. Occasione colossale che poteva scrivere tutta un’altra storia)

Denis 5,5: conferma di non essere ancora di forma. La prima (e unica) conclusione arriva al 18’, rovesciata sul fondo dal cuore dell’area di rigore. Cerca l’appoggio ai compagni ma non sempre riesce ad anticipare Moras e Marquez, che lo controllano abbastanza agevolmente. Colantuono lo cambia ad inizio ripresa, lui sembra stupito ma esce senza troppi problemi.  (60’ Bianchi 6,5: conquista subito un pallone di forza e spedisce il destro in Curva Morosini, ma la voglia è quella dei giorni migliori. Al 92’ la sua torre per Boakye arriva quasi a destinazione, nel complesso ottimo esordio che lascia la sensazione di come oggi sia lui il più in forma del pacchetto avanzato).

All. Colantuono 6,5: Esordio con pareggio per il tecnico della Dea che presenta dal primo minuto un’Atalanta logica e ben messa in campo. I cambi sono giusti, l’unico appunto è forse nella scelta del centravanti dal primo minuto, visto che Bianchi sembra molto più in palla di Denis. Dettagli: strappa un pareggio ad una squadra quadrata ed inizia il campionato con un punto prezioso tenendo inviolata la porta.

Pubblico 8: Clima semplicemente fantastico al Comunale, dopo un quarto d’ora basta un destro rimpallato di Bonaventura per accendere l’entusiasmo e fino alla fine il sostegno di tutto lo stadio si fa sentire. Certo, con qualche occasione in più sarebbe stato più semplice.

Arbitro Rizzoli 5: gestisce tutto bene fino ai minuti finali. Il suo erroraccio all’80’ è clamoroso: non fischia un fallo in attacco per l’entrata di Jankovi su Estigarribia, sul ribaltamento di fronte Gomez quasi segna il vantaggio e se la palla fosse entrata l’errore sarebbe stato decisivo.

VERONA: Rafael 6, Martic 6, Marquez 6,5, Moras 6, Agostini 6, Obbadi  6,5(74’ Ionita), Tachtsidis 6, Hallfredsson 6 (63’ Lazaros 6), Jankovic 5,5, Gomez 4,5 (83’ Nico Lopez), Toni 6,5. All. Mandorlini 6

 

L’uomo del giorno, Marco Sportiello. Si chiama Sportiello (nomen, omen) il sostituto “made in Zingonia” di Andrea Consigli, passato a difendere la porta del Sassuolo. Il numero 57 nerazzurro, rientrato a Bergamo nella passata stagione, è stato dunque promosso titolare, ha subito convinto nella prima contro il Verona, e con lui continua la tradizione dei portieri cresciuti nel vivaio che alla fine arrivano a giocare da protagonisti in prima squadra.

Sportiello nasce a Desio (Milano) il 10 maggio del 1992. La sua avventura con l’Atalanta inizia a soli 7 anni, a quel tempo il piccolo Marco giocava ancora con i ragazzini dello Zibido San Giacomo (comune dell’interland meneghino) e dopo una serie infinita di provini con l’Inter arrivò l’Atalanta che lo vide all’opera e decise subito di portarlo a Zingonia. Come tantissimi compagni, della stessa età ci sono anche i vari Minotti e Baselli, la trafila nella giovanili è lunga e complicata, ma Sportiello non si perde mai d’animo e al secondo anno in Primavera da fuoriquota decide di andare in serie D al Seregno su consiglio del preparatore Biffi.

Le prime esperienze con i grandi in provincia furono toste, Sportiello risponde presente e dopo qualche difficoltà iniziale entra in campo per non uscire mai più. Con il Poggibonsi (serie C2) e con il Carpi (serie C1, stagione chiusa con la promozione in serie B) il giovane gigante milanese compie altri passi importanti verso il calcio che conta, fino alla chiamata in serie A della passata stagione.

Da sempre ammiratore di Sebastiano Rossi (portiere del Milan negli anni ’90), oggi il suo modello è Samir Handanovic dell’Inter, ma nel suo percorso con la maglia dell’Atalanta ha spesso seguito anche Andrea Consigli e Simone Colombi, altro prodotto del vivaio passato al Cagliari pochi mesi fa. Nella passata stagione il numero scelto era il 37 in ricordo di nonno Pasquale, sconosciuto ad oggi il motivo del cambiamento (contro il Verona indosserà la maglia numero 57), ma la cosa più importante è la fiducia che mister e compagni hanno sempre dimostrato di avere in lui.

L’esordio in serie A arrivò nello scorso mese di gennaio, doppia presenza contro Catania e Cagliari in un momento molto delicato per la classifica, Sportiello ora non dovrà più lavorare all’ombra di Consigli ma mettere in campo tutto quello che ha imparato. Braccia lunghe e molto rapide sono uno dei pregi più importanti di questo ragazzone (è alto 1,85 mt) che ha sempre dimostrato un notevole sangue freddo: Colantuono ha detto che l’unica incognita sarà la valutazione delle sue prestazioni sul medio-lungo periodo, ma le premesse sono buone.

Oggi Marco Sportiello vive a Nese, ama il cinema e la playstation e ha tantissimi amici che lo seguono anche in Curva durante le gare. E’ reduce da un precampionato con tante note positive: grazie ai due rigori parati contro il Nantes, l’Atalanta ha vinto il Trofeo Bortolotti. Alcuni interventi apprezzabili nelle amichevoli agostane hanno mantenuto lo zero alla voce gol subiti di tutto il precampionato.