Le prime voci di mercato
che non sono altro che voci

Le prime voci di mercato (per lo più incredibili e insensate), le possibilità per l’Atalanta di andare in Champions League (che sono oltre 8 su 10 mettendo in fila tutte le combinazioni possibili) e il malcontento di una fetta di abbonati che non hanno fatto in tempo a scegliere il posto a Reggio Emiila sono le notizie della giornata di ieri. Cerchiamo, come sempre, di mettere ordine.

 

 

Parlare adesso di mercato è inutile. L’Atalanta è in piena corsa Champions, da una settimana però sembra sia partita una corsa alla destabilizzazione di un gruppo che fortunatamente si allena a Zingonia cercando solo di pensare al campo. Dopo la finale di Roma, Gasperini era per tutti ormai a un passo dall’accordo con i giallorossi, mentre negli ultimi due giorni abbiamo letto di Ilicic al Napoli e pure di Hateboer e Castagne che avrebbero già fatto accordi già fatti con le nuove società. Tutto questo, diciamolo chiaro, è semplicemente chiacchiera. L’Atalanta sta per scrivere la storia e, se andiamo davvero in Champions League, secondo voi si muove qualcuno? Ipotizziamo pure che uno o più giocatori pensino di approdare ad altri lidi, ma secondo voi i Percassi esporrebbero i cartelli “vendesi” da Zingonia? Ilicic ha appena rinnovato fino al 2023, a gennaio. L’agente ha parlato con il Napoli? Può darsi, ma se l’Atalanta dice di no manca un pezzo importante del ragionamento. E l’Atalanta, come sappiamo, adesso dice di no: non ci sono nemmeno prezzi fissati, mettetevi il cuore in pace.

 

 

In 65 casi su 81 la Dea va in Champions. Tornando a ciò che più interessa in questo momento tifosi e società, le possibili combinazioni di risultati delle quattro squadre coinvolte nella lotta per andare in Champions League sono in totale 81. Analizzando i vari risultati possibili, in 65 di queste l’Atalanta di Gasperini accederebbe alla massima competizione europea: parliamo dell’80,24 per cento del totale. L’Inter ha 64 combinazioni su 81, il Milan 32 e la Roma soltanto una. Messi così, i numeri sono eloquenti. L’Atalanta arriva terza se batte il Sassuolo, ma la qualificazione in Champions è garantita anche in caso di pareggio se l’Inter non vince e pure ne caso di una sconfitta ci sono alcune opzioni favorevoli ai bergamaschi (ad esempio quelle che prevedono la sconfitta del Milan o il pareggio dei rossoneri e la mancata vittoria dell’Inter). Invece, perché tutte e due le milanesi restino fuori dalla Champions bisogna che a Milano esca il segno due e a Ferrara il segno uno: a quel punto, la Roma che batte il Parma si qualificherebbe.

 

 

La prelazione abbonati, ecco come è andata. In vista della partita di domenica sera con il Sassuolo, molti abbonati atalantini hanno espresso il proprio disappunto per una gestione che, a loro dire, non li avrebbe favoriti, impedendo loro di accedere allo stadio di Reggio Emilia nonostante un regolare abbonamento pagato nella scorsa estate. Tralasciando i dettagli tecnici, ciò che è accaduto è questo: visti i lavori di ammodernamento allo stadio, la società orobica ha dovuto traslocare a Reggio Emilia per le ultime due partite interne con Genoa e Sassuolo. Per gli oltre quindicimila abbonati, l’Atalanta ha comunicato sul sito ufficiale e sui mezzi di informazione che dal 2 aprile al 2 maggio (esclusi alcuni giorni di fermo per questioni di sicurezza) i tifosi avrebbero potuto scegliere un posto qualsiasi al Mapei Stadium (settori e capienze completamente diversi) al costo simbolico di 1 centesimo: non era possibile fare cose gratuite e massive. La società ha tenuto aperta questa possibilità di scelta del posto per abbonati fino alla gara con la Juventus, quindi per un totale di circa cinquanta giorni e con uno sportello dedicato il giorno di Atalanta-Genoa, offrendo anche supporto via mail a chi era in difficoltà. Ora per i posti rimasti disponibili è partita la vendita libera con prezzi ribassati e la prelazione non è più possibile. Risultato: chi non si è mosso per tempo non avrà il “suo” posto a Reggio Emilia, pur con un abbonamento regolare in tasca. La vicenda – vista anche l’importanza della partita – sta suscitando proteste da parte dei ritardatari.

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