Lettera aperta ai nerazzurri
Rendeteci orgogliosi di voi

Rendeteci orgogliosi di voi. Oggi non mi va di fare un pezzo impegnato, non è il momento. Più tardi parla Gasperini a Dortmund, domattina ragioneremo sulle scelte di formazione e tanti leggeranno siti e giornali mentre si imbarcano per la Germania o magari mentre sono appena arrivati in treno o in bus. Adesso invece è il momento di pensare, con il cuore in mano, cosa dire a quei baldi giovanotti che tra poco più di 24 ore avranno l’onore di indossare la nostra maglia nello stadio più grande di tutta la Bundesliga.

 

 

Ragazzi, non sarete soli. Avete la fortuna di scendere in campo con addosso dei colori che rappresentano un popolo intero. Siamo bergamaschi, abbiamo i nostri pregi e i nostri difetti, ma c’è qualcosa che si vede subito se parli con uno come noi: gli occhi raccontano una passione per l’Atalanta che non si riesce a nascondere. Mai. Nello stadio del Borussia Dortmund ci saranno oltre cinquemila orobici di ogni età che non vi chiedono di vincere o di dominare la partita. Assolutamente no. L’unica cosa che conta in una partita come quella di domani sera è che la maglia dell’Atalanta sia indossata con fierezza, orgoglio e nessuna paura. Lo ripeto: rendeteci orgogliosi di voi. La sfida contro il Borussia Dortmund non ha nessuna logica, parliamo di realtà troppo diverse per essere paragonate. Eppure il sorteggio di Nyon dello scorso 11 dicembre ha regalato al calendario una sfida che per loro sarà solo l’ennesima di un cammino europeo lungo decenni mentre per noi ha un sapore unico.

I duelli a tutto campo, la speranza di tenerla aperta fino al ritorno, il sogno di eliminare dalla competizione chi in passato ha pure vinto la Champions League sono cose che tutti quanti portiamo nel cuore. E sappiamo per certo che anche voi, giocatori dell’Atalanta Bergamasca Calcio, tenete tantissimo a questo doppio impegno contro i tedeschi. Le motivazioni sono diverse: noi per la gloria e l’onore, voi per il prestigio e per il futuro. La prospettiva è diversa, ma in fondo vogliamo la stessa cosa: uscire a testa alta dal Westfalenstadion. Dentro la partita ci saranno momenti difficili, personalmente temo parecchio la prima parte di gara perché la Sud Tribune (il settore più caldo del tifo di casa) spingerà in modo forsennato i giocatori del Borussia, ma voi non dovete avere paura. Ci siamo anche noi, saremo di meno ma state certi che il supporto, il calore, la spinta e l’urlo degli oltre cinquemila bergamaschi presenti non mancherà. Pensate solo a giocare, è la cosa che sapete fare meglio e tra Bergamo e Dortmund ci sarà un popolo pronto a dirvi grazie. Lo dico sottovoce, mica che poi mi date retta: esserci è già una vittoria enorme. Noi che siamo stati a Varese e in una marea di stadi dove oggi forse giocano a malapena i dilettanti ci presentiamo incravattati nello stadio dove Grosso e Del Piero, nel 2006, ci hanno regalato la finale Mondiale. In questi giorni, chi non è atalantino non capisce in modo chiaro perché l’attesa è elettrica. Non glielo spieghiamo nemmeno, non potrebbero mai comprendere.

 

 

Voi che andrete in campo alla ricerca di un’impresa, ricordate tre semplici regole che valgono per tutti quelli che passano a giocare sotto Città Alta. Punto primo: la maglia sudata, sempre. Si vince e si perde, ma chi ha l’onore di difendere i nostri colori non deve lasciare mai nulla di intentato. Punto secondo: noi ci crediamo, sempre e comunque. Perché non c’è niente di impossibile, soprattutto nel calcio. Punto terzo: noi non perdiamo, impariamo. Parola di Gasp. Nella malaugurata ipotesi che al fischio finale il risultato sia negativo, non abbattetevi. Avremo un’altra possibilità. Andiamo a Dortmund senza paura, sarà bellissimo misurarsi con un ambiente e una squadra come il Borussia. Noi lo racconteremo ai nostri figli, spiegheremo loro che dal fango siamo arrivati a giocare nello stadio più bello di tutta la Germania e proveremo a far provare loro un pizzico delle emozioni che ci state regalando. Andate avanti così, senza paura e senza nessun timore. Qui fuori c’è un popolo che sta letteralmente vivendo l’attesa con un trasporto carnale che non vi potete nemmeno immaginare. Ho saputo di gente che non dorme da qualche giorno, ci sono ragazzi che sono partiti in anticipo clamoroso e altri che per esserci hanno comprato due o tre biglietti. Una simile follia collettiva non si spiega, è una passione travolgente che speriamo non travalichi in scontri o incidenti che possano minare un’avventura che vogliamo si concluda nel migliore dei modi. Vinceremo? Pareggeremo? Perderemo? Ma chissenefrega. Ve lo dico con il cuore in mano. Io ho l’enorme fortuna di poter raccontare questa partita e spero vivamente che si passi il turno per andare avanti a scrivere pagine di storia dell’Atalanta. Non devo dirvi io cosa fare, i calciatori siete voi. L’unica cosa che vi chiedo è tremendamente semplice: rendeteci-orgogliosi-di-voi.

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