Niente Champions a Bergamo
(grazie per averci provato)

Si parla poco dell’incredibile percorso fatto lasciando emergere solo il dispiacere di non non essere riusciti a realizzare il sogno, un epilogo che presto sarà ufficializzato. Il tema è la questione Champions League a Bergamo, di come l’Atalanta ha provato in tutti i modi l’autentico miracolo di giocarla in casa, nello stadio nuovo. Gli applausi che meritano i tecnici e il direttore operativo Roberto Spagnolo sono enormi, ma passata l’ebrezza resta da fare i conti con un cantiere complicatissimo che tuttavia continua a regalare, giorno dopo giorno, un avanzamento lavori da sballo.

 

 

Perché l’impresa è impossibile. «Sono sorte una serie di complicanze che non pensavo, ho cercato di addolcire la pillola ma i commissari Uefa ci hanno fatto capire che cosa grande è la Champions League», ha dichiarato il presidente Antonio Percassi a Clusone. Poco dopo, il direttore operativo Spagnolo ha aggiunto: «La proprietà non mi ha posto problemi di budget ma ci sono interventi da fare che sono impossibili in così poco tempo. Ci abbiamo provato, ci hanno detto che non sono possibili deroghe e quindi traete voi le conclusioni». La conclusione è una sola: giocare la Champions a Bergamo è impossibile. Anzi, sarebbe più giusto dire che non è possibile mostrare la Champions che viene giocata a Bergamo al pubblico televisivo. Perché se servono trentadue postazioni tv con tre posti ciascuno (oggi ce ne sono tre) è perché non si tratta di semplici partite, ma di uno spettacolo che richiede un sacco di attenzioni. Ci sono problemi di capienze, di spazi, di servizi e di luci. Insomma, un complesso piano di migliorie che con due anni a disposizioni puoi gestire, mentre per farlo in due mesi servirebbero i superpoteri.

 

 

Champions mai a Bergamo? Falso! Una delle preoccupazioni più grandi che si sentono tra i tifosi è questa: la Tribuna Centrale è vecchia e non si può toccare, quindi il problema non si può risolvere. Per trovare una soluzione, con il tempo a disposizione, serve un grande lavoro di architetti e ingegneri. Ebbene, da questo punto di vista il problema non si pone. Lo studio De8 ha tutte le competenze necessarie per rispondere alle richieste Uefa, non sarà semplice ma a fine progetto lo stadio di Bergamo sarà a norma “Uefa 1”. In questo momento c’è un pizzico di delusione per non poter assistere alla Champions già quest’anno a Bergamo, ma non c’è nulla da rimproverarsi: lo stadio è stato per decenni fermo al palo ma siamo anche una delle pochissime realtà in Italia che ha in programma lavori di alto livello e quindi non tocca che attendere, ammirando quello che viene fatto ogni giorno. Sembrava impossibile arrivare alla massima competizione europea e invece è successo. Avanti con fiducia.

 

 

Curva Pisani esempio di grande progettualità. L’hanno studiata, analizzata, preparata e schedulata per mesi. Adesso che i gradoni aumentano di ora in ora nemmeno fosse un semplice Lego per bambini, il progetto della nuova Curva Pisani toglie il fiato ogni volta che la si osserva. Nel giro di tre mesi sono stati fatti interventi prodigiosi, non c’è stato nessun intoppo e i vertici della Dea confermano che siamo perfettamente in linea con i tempi. Ci sono carichi eccezionali che si muovono alle 5 del mattino, operai che lavorano con travi da 4 tonnellate e gru enormi che fissano incastri di pochi centimetri. La copertura mastodontica arriva pezzo dopo pezzo regalando cartoline di come sarà la nuova Curva ogni giorno. Siamo pragmatici e con i piedi per terra: la Champions qui sarebbe stata un altro sogno enorme, non si può giocare per problemi più grandi di noi. Andremo altrove, gambe in spalla e orgoglio nel cuore: tra pochi mesi, all’ombra di Città Alta, faremo tremare tutti con quella spettacolare Curva Pisani che sta nascendo.

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