Se non battiamo il Benevento
è giusto dire addio all’Europa

Se non si batte il Benevento, ovvero una squadra con 35 punti in meno in classifica e una retrocessione ormai certa, è giusto che non si vada in Europa. Aprire la settimana con un’affermazione di questo tipo può sembrare forte ma adesso che mancano solo sei giornate alla fine del campionato e con la classifica che lascia ancora tutti i giochi aperti, l’Atalanta e la sua gente hanno tra le mani l’occasione più grande. Il campionato non finisce mercoledì sera, la formazione campana è insidiosa proprio perché non ha nulla da perdere, ma bisogna andare laggiù per vincere. Senza se e senza ma.

 

 

I risultati della domenica: ottimo punto per la Dea. Lo avevamo già detto e scritto dopo la sfida di sabato sera e lo ribadiamo: il punto conquistato contro l’Inter è molto, molto importante. La classifica dice 49 punti a sei giornate dalla fine, ma quello che si sottolinea troppo poco è che questo gruppo è arrivato a sfidare l’Inter con dieci partite ufficiali in più nelle gambe e con una situazione infortunati e squalificati molto pesante. Se alla Dea togli Ilicic e Spinazzola è come se alla Juve levi Higuain e Alex Sandro o all’Inter Icardi e Cancelo. Nel giorno che doveva essere quello della fuga, la Fiorentina è stata fermata sul pareggio dalla Spal, a dimostrazione di come le partite bisogna seguirle sul campo invece di farsi ingannare dalla classifica, e la Sampdoria (come previsto) ha perso a Torino. Se non fosse stato per quella parata illegale di Donnarumma nel finale di Milan-Napoli, i partenopei avrebbero sbancato Milano e il punto conquistato dalla Dea avrebbe avuto ancora più peso. A sei giornate dalla fine, l’Atalanta ha quattro punti di ritardo dal sesto posto e due dal settimo posto che significa preliminari, mentre il vantaggio sulla Samp è di un punto.

Verso Benevento: guai a sottovalutarli, ma pure a temerli. La partita in programma mercoledì a Benevento per l’Atalanta è tanto insidiosa quanto alla portata. Normalmente siamo molto pacati nella presentazione delle gare, ma con 35 punti di differenza tra le due squadre e valori tecnici talmente lontani per cui è davvero difficile anche analizzarli, l’Atalanta ha un solo risultato a disposizione, e cioè la vittoria. Non sarà semplice, perché i campani ora giocano con la testa libera e senza pressioni, ma per una squadra che vuole andare in Europa l’occasione di affrontare il Benevento è ghiottissima. Il tema della partita è ovviamente legato al gol: con Petagna e Barrow a disposizione oltre a Gomez, il tridente pare già disegnato e quello che non è riuscito sabato dovrà concretizzarsi al Vigorito (stadio assolutamente inedito per i sostenitori dell’Atalanta), per centrare quella che sarebbe la ventesima vittoria stagionale tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Un risultato fondamentale per una nuova qualificazione, che sarebbe ancor più pazzesca della prima arrivata l’anno scorso con 72 punti e lo storico quarto posto in Serie A.

 

 

Le altre: Torino-Milan gara decisiva. Siccome non siamo gli unici a correre verso l’Europa, è doveroso guardare anche a cosa fanno le avversarie nelle partite in programma. Su tutte, la partita più importante è di certo Torino-Milan: i granata hanno probabilmente l’ultima possibilità di rientrare davvero in corsa (sett i punti di distacco dai rossoneri), mentre il Milan rischia di essere seriamente avvicinato o addirittura superato in caso di sconfitta. L’incrocio è tosto, un pareggio sarebbe negativo soprattutto per i padroni di casa che puntano tutto su Belotti. La Fiorentina invece, reduce dal pareggio con la Spal, affronta la Lazio in casa e se non dovesse vincere potrebbe essere affiancata proprio dall’Atalanta: con due pareggi in Torino-Milan e Fiorentina-Lazio, un successo atalantino a Benevento avrebbe ripercussioni pazzesche sulla classifica, che vedrebbe in un colpo solo avvicinarsi il Milan e allontanarsi il Torino proprio alla vigilia dello scontro diretto in programma domenica a Bergamo. L’altra partita in programma è Sampdoria-Bologna, ma, permetteteci, adesso è la meno importante di tutti.

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