Ora tutti solidali con il Milan
Ma l’Atalanta merita rispetto

Forse era meglio continuare con il basso profilo. Con il silenzio, con fatti che dimostrano il rispetto per le sentenze (certo) ma dovrebbero farlo anche per le altre componenti del calcio italiano. Dopo la decisione della Uefa che ha messo il Milan fuori dalle Coppe per la stagione 2018/2019 sono arrivate parole di solidarietà da parte di personalità di spicco della politica e del calcio. Il governatore Fontana, il presidente del Coni Malagò e quello della Figc Fabbricini si sono detti vicini ai rossoneri e si sono pure lanciati in considerazioni sulla storia, sul nome, sul blasone e sulla possibilità di ricorso al Tas. Un teatrino imbarazzante, che dimentica un piccolissimo particolare: Atalanta e Fiorentina non giocano nel campionato di Cipro, ma in Serie A.

 

Giovanni Malagò, presidente del Coni

 

Cosa hanno detto Malagò e Fabbricini. In rete, nelle ultime ore, sono comparse queste dichiarazioni. Malagò su Tuttomercatoweb: «Ho sempre mantenuto doverosamente un profilo di rispetto per le istituzioni, ma non c’è dubbio che la sentenza Uefa sul Milan affossi un po’ il calcio italiano. Dispiace molto. Oggi ho sentito Fassone, speriamo che il Tas porti notizie positive al Milan. La storia di questo club non merita una decisione simile. Risultati sportivi scritti nella pietra, un’infinità di trofei internazionali, a partire dalle sette Champions. Vediamo, c’è il Tas». Il numero uno della Figc Fabbricini, invece, a Violanews.com ha dichiarato: «Una sentenza va sempre rispettata, ma ci saranno delle possibilità per la società, ci sono vari ricorsi possibili nella giustizia sportiva. Il Milan andrà fino in fondo, credo di poter dire con l’appoggio di tutto lo sport italiano. Dal primo momento in cui è nata la cosa c’è stata preoccupazione, era importante capire dove si andava a finire. Il Milan è un grande patrimonio dello sport e del calcio italiano, dobbiamo stargli molto vicini in questo momento. Spero che le problematiche societarie trovino soluzione».

Siamo alla follia: e le regole? Pur comprendendo il peso mediatico di una squadra come il Milan, le parole che abbiamo appena letto sono fuori da ogni logica. Demagogia a parte, è pazzesco che due dirigenti di questo livello si schierino apertamente al fianco di chi è appena stato giudicato con la massima pena mai comminata per questo tipo di infrazioni quando i bilanci sono pubblici e i buchi del triennio 2014-2017 sono semplicemente da leggere. Se la Uefa ha punito il Milan così duramente avrà avuto i suoi motivi. Fino all’ultimo grado di giudizio, le sentenze vanno rispettate e non si capisce come mai ci si dispiaccia per una sanzione senza pensare che, forse, qualcuno avrebbe dovuto controllare prima. Un po’ di domande per i boss del calcio e dello sport italiano: come mai il Milan ha potuto continuare a fare mercato, a pagare stipendi stellari e a iscriversi tranquillamente ai campionati pur con una simile situazione debitoria? Possibile che nessuno in Italia controlli nulla e ci si svegli solo quando i buoi sono scappati dal recinto? Perché dovrebbero giocare lo stesso campionato società che lavorano ogni giorno per non sforare i propri budget nella logica della buona condotta e altre che invece hanno bilanci colabrodo? Il Cesena salta per aria per cinquanta milioni di euro, ci sono una marea di società in grave difficoltà, ma il problema è la Uefa che è stata “dura” con il Milan? Ci dispiace molto? Siamo seri, per cortesia.

 

 

Atalanta e Fiorentina meritano rispetto. Detto che le motivazioni che la Uefa ha inserito nel dispositivo a completamento della sentenza di esclusione dalle competizioni europee pare non contengano alcun riferimento alla proprietà (alla loro pubblicazione ci saranno maggiori certezze al riguardo) e quindi l’eventuale passaggio di mano da Li a Commisso sarebbe ininfluente per il Tas, ci sono due società che meritano rispetto e invece, in questo momento, sono abbandonate. Luca Percassi, tanto per fare un nome, è consigliere di Lega di Serie A. Quindi un membro di un organo che dovrebbe guidare il calcio italiano. Le parole sul Milan non sono rispettose dei Percassi e dell’Atalanta, che portano avanti una filosofia improntata alla buona gestione. Se passa il messaggio che “poverini, li hanno legnati” non ci siamo assolutamente. I bergamaschi e, in parte, anche i toscani, negli ultimi anni hanno cercato di fare le cose con la massima trasparenza e con i conti sempre a posto. Nonostante qualcuno in radio e in tv si permetta di dire: «Be’, parliamo del Milan, che non può puntare al decimo posto come l’Atalanta», dimenticando che l’Atalanta negli ultimi due anni ha conquistato cinque punti in più dei rossoneri spendendo circa 220 milioni in meno, sarebbe opportuno che ognuno guardasse al suo orticello e imparasse davvero a rispettare le sentenze e le altre squadre. Non c’è solo il Milan, ci sono anche l’Atalanta e la Fiorentina oltre a regole da rispettare. Vergogna.

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