Paloschi, l’affare è fatto
La Dea ha il nuovo bomber

È fatta: Alberto Paloschi è il nuovo centravanti dell’Atalanta. Dopo alcune giornate zeppe di indiscrezioni, l’Atalanta ha chiuso giovedì 16 giugno l’operazione forse più importante per la prossima stagione. Il centravanti nato a Chiari e cresciuto a Cividate al Piano ha già svolto le visite mediche per i nerazzurri e arriva a Bergamo con un contratto che (salvo cambiamenti dell’ultima ora) sarà di 5 anni. Le cifre dell’operazione non sono ancora state confermate, ma si parla di 6 milioni di euro che la Dea verserà ai gallesi dello Swansea più ulteriori 1,5 milioni legati a bonus, il giocatore guadagnerà circa 1,5 milioni a stagione bonus compresi. L’annuncio ufficiale è stato dato questa mattina attraverso il sito della società: «Atalanta B.C. comunica di aver acquisito dallo Swansea City A.F.C., con decorrenza 1 luglio 2016, le prestazioni sportive dell’attaccante Alberto Paloschi». Il sito riporta anche la prima dichiarazione di Paloschi: «Sono davvero molto contento di indossare finalmente la maglia dell’Atalanta, la squadra della mia città – ha dichiarato -, onorato dall’interesse che il Presidente Percassi e questa Società hanno dimostrato, non solo da ora, nei miei confronti. Un motivo in più, se ce ne fosse bisogno, per fare bene. Il mio impegno sarà come sempre totale, insieme ai miei compagni lavorerò per cercare di raggiungere il massimo traguardo possibile».

 

alberto_paloschi

 

Operazione importante con un occhio al futuro. Nel giro di una settimana, dunque, la società del presidente Percassi ha fatto scacco matto. Serviva un allenatore ed è arrivato Gasperini, serviva un centravanti ed è arrivato Paloschi. L’ex giocatore del Chievo torna in Italia dopo pochi mesi e dal punto di vista economico l’Atalanta fa anche un ottimo affare: i gallesi dello Swansea avevano pagato ben 10 milioni di euro al Chievo nel mercato di gennaio, l’Atalanta strappa il giocatore per 6 milioni che diventeranno 7,5 in base ai risultati che otterranno sia il giocatore che l’Atalanta. Praticamente, una garanzia che l’esborso sarà più alto soltanto se l’esperienza del giocatore sarà positiva.

Il direttore tecnico Sartori e l’amministratore delegato Luca Percassi, nonostante il consueto  silenzio in cui lavorano, hanno centrato un obiettivo importante che va visto anche in prospettiva. L’investimento, su 5 anni, è sicuramente pesante (parliamo di 22-23 milioni di euro complessivi tra ingaggio, cartellino e tasse) e in questo momento non è dato sapere se questa operazione costringerà al sacrificio di uno dei giocatori più richiesti. Sicuramente, però, acquistare un calciatore del 1990 nel pieno della sua maturità e affidarlo ad un tecnico che storicamente esalta le qualità dei centravanti a sua disposizione è una mossa che pare azzeccata.

 

1719612-36390624-2560-1440

 

Chi è Alberto Paloschi. La storia del centravanti nato a Chiari il 4 gennaio 1990 è a suo modo semplice. Paloschi è cresciuto nelle giovanili del Milan, si dice che per onorare la prima squadra e la considerazione di Carlo Ancelotti il ragazzo perse un Viareggio da sicuro protagonista, dopo aver vinto quasi da solo uno scudetto Allievi con i suoi coetanei. L’esordio in serie A è avvenuto il 10 febbraio 2008 (dunque a 18 anni appena compiuti) e dopo appena 18 secondi segnò il gol che valse l’1-0 finale proprio sotto la Curva Sud.

 

 

Dopo qualche altra apparizione con la maglia del Milan, Paloschi passò al Parma in serie B e, tra il 2008/2009 e il campionato 2010/2011 con i ducali e con il Genoa, non trovò né grande continuità né grande fortuna sotto porta. L’esplosione definitiva è avvenuta con il Chievo Verona: in 144 partite giocate con i gialloblù il numero 43 ha segnato 45 gol in 153 presenze per un totale complessivo che considerando serie A, serie B e Premier League dice 252 presenze e 70 gol tra i professionisti oltre a 17 assist e 19 cartellini gialli in 11.399 minuti giocati. Curiosità: Paloschi non è mai stato espulso, né per doppia ammonizione né per rosso diretto.

 

 

Ragazzo semplice, grande lavoratore. Con l’acquisto di Paloschi l’Atalanta spera di aver aperto una nuova era dopo German Denis, il campo sarà l’unico giudice ma quello che già possiamo dire è che alla Dea non arriva un personaggio da copertina. Educato, determinato, persino troppo modesto per essere un calciatore che gioca stabilmente in Serie A da 5 stagioni, il nuovo acquisto nerazzurro è un professionista serio attento a ogni dettaglio.

 

 

In tanti lo paragonano a Inzaghi ma chi lo conosce bene lo paragona più ad Abel Balbo: un centravanti che gioca con la squadra e per la squadra e non un finalizzatore che ha la porta e il gol come unico obiettivo. Magari non ha grande fisicità (nonostante i 183 cm di altezza), forse la sua tecnica non è cristallina e sicuramente il fatto di non avere la cresta, di non abbandonarsi ad eccessi da copertina e di essere un semplice calciatore italiano concreto, applicato e ligio al dovere, non gli fa esaltare le piazze. Però a Bergamo non servono colpi ad effetto e dichiarazioni roboanti per conquistare i tifosi, ma la maglia sudata. Sempre.

 

 

Lo spogliatoio non è affatto irritato. In attesa dell’annuncio ufficiale, della presentazione e della conferma dei dettagli che sono emersi, è necessario fare una smentita su quanto circolato negli ultimi giorni in merito alla presunta irritazione dello spogliatoio per l’ingaggio e l’arrivo di Paloschi a Bergamo. Contro il Chievo, l’anno scorso, il centravanti e l’ormai ex difensore orobico Cherubin ebbero uno screzio che non piacque molto ai tifosi nostrani. Più di questo, tuttavia, si vociferava di uno stipendio (1,2 milioni più 300mila di bonus) che avrebbe irritato i senatori dello spogliatoio.

I giocatori sono tutti in vacanza e, va sottolineato, sono in pochi quelli che si possono definire “senatori”. Raimondi e Migliaccio sono certamente i due che per anzianità, senso di appartenenza e voglia di Atalanta rappresentano al meglio lo spogliatoio. Dopo alcune verifiche e sempre tenendo in considerazione che in un gruppo ci sono tanti giocatori e che un nuovo arrivo (tecnicamente ed economicamente parlando) può sempre destabilizzare un po’ l’ambiente, abbiamo verificato che non c’è nessuna irritazione verso Paloschi e il suo ingaggio. Qualcuno magari non sarà contento, ma questo è un altro discorso.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.