Partita a scacchi coi francesi
tra le bandierine della Nord

Ci siamo, è il giorno del giudizio. Nessuna forzatura, ormai siamo qualificati e nessuno potrà toglierci questa soddisfazione, ma l’esame contro il Lione rappresenta qualcosa di sensazionale per la piccola grande Atalanta. Strappato il passaggio del turno in un girone che doveva essere impossibile, questa sera a Reggio Emilia i nerazzurri giocheranno per il primo posto (fischio d’inizio ore 19) e le possibilità di farcela davvero sono parecchie. Con una vittoria o un pareggio per 0-0 o 1-1, l’Atalanta arriverebbe prima e potrebbe evitare diversi squadroni al sorteggio.

 

 

La situazione delle qualificate: la griglia Champions. Prima di concentrarci sulla gara della Dea, un rapido sguardo alle terze classificate della Champions League che retrocedono in Europa League. Nell’urna di Nyon, lunedì prossimo, le 32 squadre qualificate saranno divise così: le dodici formazioni che hanno vinto i gironi di Europa League e le quattro migliori terze scese dalla Champions in un’urna, le dodici formazioni seconde classificate e le quattro peggiori terze nella seconda urna. Dalla Champions League sono scese CSKA Mosca, Atletico Madrid, Sporting Lisbona e Lipsia (le quattro teste di serie) oltre a Spartak Mosca, Napoli, Celtic e Borussia Dortmund (le quattro peggiori terze) e quindi il calcolo è presto fatto: se l’Atalanta vince il girone evita le prime quattro e, del secondo gruppo, anche il Napoli (non sono permessi incroci tra compagini della stessa nazione); se arriva seconda finisce invece nell’urna che può trovare le migliori squadre scese dalla Champions.

La partita di stasera, stadio nerazzurro. Contro il Lione, l’Atalanta potrà contare sul pubblico delle grandi occasioni. Su un totale di quasi quattordicimila presenze, i sostenitori francesi saranno appena 350: dei mille tagliandi inviati a Lione, ne sono tornati a Bergamo 650 e quindi al Mapei Stadium ci saranno ben quaranta sostenitori nerazzurri per ogni tifoso francese. Insomma, sugli spalti non dovrà esserci partita. La gara evidentemente non è così sentita come invece successe all’andata per i 2.800 ospiti bergamaschi al Groupama Stadium. Il colpo d’occhio stasera sarà tutto nerazzurro anche grazie alle quindicimila bandierine che la Curva Nord ha preparato al Covo tra martedì e mercoledì sera. Nel Lione non ci sarà il marcatore della gara di andata Traorè e, secondo quanto trapela dal ritiro francese di Parma, anche Fekir (proprio lui, quello che non conosceva Gomez prima della gara di andata) non sembra essere al meglio, ma sia nel settore avanzato che in mezzo al campo le alternative al tecnico Genesio non mancano e quindi sul terreno di gioco ci saranno comunque elementi di valore che stanno trascinando la squadra francese all’inseguimento del Paris Saint Germain in Ligue 1.

 

 

Le scelte di Gasp, difficile il tridente. Per quanto riguarda la formazione, in conferenza stampa Gasperini è stato abbastanza abbottonato e ha fatto capire poco. In difesa Masiello, Toloi e Caldara paiono i favoriti davanti a Berisha (Palomino in panchina), mentre sulla linea mediana ci saranno Hateboer a destra e Spinazzola a sinistra, con due tra de Roon, Freuler e Cristante al centro. La parte più difficile da decifrare è l’attacco: Petagna e Ilicic sembrano in vantaggio su Gomez, ma tutto si deciderà all’ultimo. Nella gara di andata, la posizione di Cristante a ridosso degli attaccanti non ha funzionato e dopo un primo tempo anonimo e negativo, mister Gasperini lo ha tolto per inserire Castagne insieme ad Hateboer sulla destra. La partita va vista nell’ottica dello scontro diretto da gestire come se fosse un test per i turni a seguire, la Dea parte con il vantaggio di aver pareggiato 1-1 in trasferta e quindi deve provare a vincere il girone giocando anche un po’ a scacchi. Ne saranno capaci, Gomez e compagni? Tra poche ore sapremo tutto.

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