Quanto vale la nuova Curva?
Alle 15 il boato della Nord

In vista di Atalanta-Lecce, esordio casalingo che 160 giorni dopo l’ultima partita all’ombra di Città Alta (era Atalanta-Udinese) riporta la Dea a Bergamo, sono tanti gli argomenti di interesse. Ne scegliamo tre, consci che 153 giorni di lavoro (tanti ne sono passati dalla prima pinzata) sono serviti a cambiare il volto dello stadio orobico, ma anche a scrivere un pezzo di storia della “leggenda Gasperini” con la squadra arrivata in Champions League.

 

 

Ben 9.121 indemoniati: quando vale la nuova Curva? La proporzione tra la capienza della nuova Curva Pisani e quella totale dello stadio (22.512 spettatori) è impressionante: il 40 per cento abbondante del nuovo stadio di Bergamo sarà una bolgia a favore della squadra di Gasperini. In una vecchia intervista, il leader della Curva Claudio “Bocia” Galimberti aveva detto che la spinta dei tifosi valeva almeno 8-10 punti a campionato, la sensazione è che adesso si possa addirittura alzare questa quota in considerazione del fatto che la copertura (superiore e laterale) permetterà un effetto rimbombo unico. Nessuno stadio d’Italia ha le caratteristiche di quello orobico: domenica ne avremo la prova, ma intanto si possono già fare alcune considerazioni. Quella di Bergamo sarà la Curva a settore unico attaccata al campo più grande della Serie A (a Roma e Napoli probabilmente la capienza è maggiore, ma i tifosi sono molto più lontani) e anche il fatto di avere la nuova uscita dei calciatori praticamente sotto le prime file dei tifosi rappresenta un altro fattore importante. In campo ci vanno i giocatori ma la spinta del pubblico, soprattutto a Bergamo, è sempre stata molto forte.

 

 

L’inarrestabile Duvan Zapata, sempre decisivo. Dopo l’immeritata sconfitta subita contro lo Shakhtar martedì scorso, l’Atalanta tornerà in campo con la novità della Curva e la certezza Duvan Zapata. Il centravanti colombiano è stato il primo marcatore della Dea in Champions League, nessuno come lui ha segnato in tutte le competizioni che l’Atalanta ha disputato e i numeri sono impressionanti: tra gol (34) e assist (10) sono 44 le reti che lo hanno visto protagonista in 56 partite ufficiali. Un impatto straordinario sulla squadra e sui risultati. Il peso specifico di Zapata è enorme anche nell’economia del gioco; a volte può sembrare un po’ grezzo dal punto di vista tecnico, ma è solo apparenza: chi cerca di fare le giocate che tenta lui in velocità e con 1-2 calciatori sempre alle calcagna può tranquillamente concedersi qualche errore di rifinitura. La cosa più importante è esserci quando conta fare gol e i cinque centri in sei giornate di campionato (capocannoniere di serie A) cui aggiungere la marcatura europea (6 gol e 2 assist in 8 partite) lo confermano ai vertici del calcio italiano e pure tra i più bravi nel panorama europeo.

 

 

Vincere per stare in vetta. E puntare in alto. Il turno di campionato che doveva aprirsi stasera con Brescia-Sassuolo (partita rimandata per la scomparsa del presidente Squinzi) inizierà invece domani alle 15 con Spal-Parma e vedrà sfide molto interessanti nel fine settimana. L’Atalanta è terza in classifica con 13 punti e incontrerà in casa il Lecce, gara dalle mille insidie, ma in cui ci sono in palio tre punti preziosi per la prosecuzione del torneo ad alti livelli. Davanti alla Dea troviamo Juventus (16 punti) e Inter (18 punti) che si scontreranno a San Siro domenica sera: una o tutte e due, in caso di successo atalantino, perderanno punti nei confronti dei bergamaschi. Tra le inseguitrici, la quarta forza del torneo e cioè il Napoli (12 punti) sarà impegnata in trasferta sul campo del Torino, mentre la Roma (11 punti) dovrà vedersela in casa contro il Cagliari. La Lazio di Inzaghi (10 punti come i sardi) sarà impegnata in trasferta con il Bologna a completare questa serie di incroci che magari manterrà tutto come oggi a livello di posizioni ma che, forzatamente, porterà l’Atalanta a guadagnare qualcosa su almeno 3-4 squadre. Avanti con fiducia dunque, i tre punti con il Lecce sono davvero importanti.

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