Questa Atalanta fa la storia
Lo stadio è una svolta epocale

Ci sono anni che fanno la storia. Per l’Atalanta, il 2017 è uno di questi. L’acquisto dello stadio segna una pietra miliare nell’ultrasecolare vicenda della Dea, a tre giorni dall’appuntamento con il Milan, quando basterà un punto per entrare aritmeticamente in Europa. Non è né esagerato né eccessivo definire epocale la svolta di cui piazza Matteotti è stata teatro stamane. Dopo cinquant’anni di progetti, promesse, rinvii, ritardi, fiumi di parole spesi dalle diverse amministrazioni che hanno preceduto l’attuale senza mai risolvere il problema, oggi, finalmente, si cambia.

Il fatto stesso che, a scanso di equivoci, l’Atalanta abbia aumentato del dieci per cento l’offerta d’acquisto per liquidare qualunque concorrenza, vera o presunta che fosse, la dice lunga sulla volontà di vincere questa partita. Un successo destinato a cambiare radicalmente la vita della società, della squadra e dei suoi straordinari tifosi che in queste ore esultano in rete, perfettamente consapevoli di come il gol segnato da Percassi in Comune valga quanto un capolavoro di Papu Gomez.

Sette anni fa, l’imprenditore bergamasco a capo di un Gruppo multinazionale, ripartì dalla Serie B, riconquistando subito la A e infilando sei salvezze consecutive: l’ultima, guadagnata addirittura alla fine dell’andata, base di lancio per la conquista di un posto in Europa. Senza dimenticare i 35 milioni investiti a Zingonia nel vivaio, uno tra i migliori a livello assoluto, e nel centro sportivo, degno di un club che militi in Champions League; la riorganizzazione dirigenziale; le scelte che hanno portato all’attuale quinto posto in classifica. Da oggi, possedere l’impianto in cui gioca la squadra significa arricchire il patrimonio societario, risultando ancora più competitivi sul mercato; significa offrire ai propri sostenitori (terzi nella classifica dell’affluenza stagionale alle partite casalinghe) un impianto moderno e confortevole di livello europeo; significa costruire un fortino che, Juve docet con il record di 33 vittorie casalinghe consecutive in campionato, può diventare sempre più invidiabile, sotto l’aspetto squisitamente calcistico. E tutto questo senza operazioni speculative che, in altre città, hanno portato prima a pensare alla cubatura di alberghi, ristoranti, esercizi commerciali e poi alla superficie dello stadio.

Il progetto dei lavori che scatteranno nell’estate 2018, è pronto da un anno. Quando sarà stato realizzato, catapulterà Bergamo nell’élite dell’impiantistica sportiva italiana. La ristrutturazione della tribuna centrale e la realizzazione della pitch view, già eseguite dall’Atalanta, costituiscono una concreta dimostrazione di che cosa abbia in testa la Dea per la sua gente. Le curve modello Muro Giallo del Borussia Dortmund trasformeranno lo stadio in una bomboniera, esaltando la centralità del ruolo dei tifosi. Quelli autentici. Quelli veri. Quelli che non dicono “andiamo allo stadio”, ma: “andiamo all’Atalanta”. Quelli che, in questi anni, sono stati più forti di tutto: di provvedimenti ingiustificati e ingiustificabili, di criminalizzazioni strumentali, di linciaggi mediatici che mai hanno scalfito la passione di un popolo per il quale l’Atalanta è un simbolo, un emblema, un punto di riferimento per manifestare il senso di appartenenza a una comunità che crede negli stessi valori dello sport e della solidarietà espressa grazie allo sport.

Anche per questo, adesso non ci sono più dubbi, l’hashtag atalantino 2017 è uno solo: #ilmiglioreannodellanostravita. E Dio solo sa quanto sia bello viverlo.

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