Rinfrancati dal grande Ajax
(la nostra strada è la stessa)

«Fabio, l’Ajax mi ha rinfrancato!». Pensavo di trovare il Bepo rabbuiato e arrabbiato per il pareggio contro l’Empoli e invece il vecchio tifoso atalantino sfegatato che è in lui mi sorprende ancora una volta. Badate bene, nessuna felicità smodata per l’eliminazione della Juve, ma l’esaltazione di una grande idea di calcio.

«Bepo, abbiamo fatto 0-0 contro l’Empoli… come farai ad essere rinfrancato?».

«Fabio, conta uno come quello contro la Juve o l’Inter. Siamo a 53 e dobbiamo avvicinarci a 65: mancano 6 partite, 18 punti a disposizione e ne servono 12 per quella quota. Non guardare le posizioni, pensai ai punti: dàm a tra!! (dammi retta!!)».

«Hai ragione anche te, ma frullano in modo colossale… I numeri sono impietosi: 32 tiri in porta, nessun gol!».

«Se an giogaa per tre setimane, l’era stess. Avanti (se avessimo giocato per tre settimane il risultato sarebbe stato lo stesso)».

 

 

«Saggio sei saggio… màt (matto), ma saggio. E l’Ajax?».

«Formidabili. Giocano a velocità doppia, fanno pressing a tutto campo e hanno demolito la Juve. Sai perché mi ha rinfrancato?».

«Spiega perchè capése mia…».

«Perché ha vinto un modello, non un campione. L’Ajax ha una grande identità, questi si sono fatti beffe del Santiago Bernabeu e dello Stadium, hanno umiliato Real Madrid e Juventus. Uno spettacolo per gli occhi, costruito in casa».

«Sono d’accordo Bepo, vedo qualcosa dell’Atalanta in loro…».

«Volevo dirtelo io, le differenze ci sono e non bisogna perdere la misura, ma è chiaro che il paragone sta in piedi. Brao giornalista…».

«Diciamo che loro sono la versione “Pro” e noi quella “Basic” di qualcosa che possiamo chiamare “il calcio del futuro”. Tatticamente e tecnicamente ci sono differenze, sono più bravi, ma va anche detto che in Olanda tutti i migliori giovani vanno da loro. Li aspettano, li crescono e poi li rivendono. Un modello europeo da imitare».

«Set che ma piaseres prope troai in Coppa? (sai che mi piacerebbe proprio trovarceli contro con Coppa?)».

«Pota Bepo, toca andà in Champions… l’è dura… (dovremmo andare in Champions, è dura…)».

«Ghe mia fresa (non c’è fretta): adesso la nostra dimensione è l’Europa League. Bisogna essere onesti».

«E già sapere di aver raggiunto questa dimensione è qualcosa di sensazionale. I progetti hanno bisogno di tempo per crescere. Intanto, puntiamo la Coppa Italia: bisogna vincerla!».

 

 

«Fabio, àgites mia (non agitarti). Prima bisogna andare in finale, già quello apre la porta al settimo posto per I preliminari in campionato e quindi è una grande cosa. Quindi, animo e testa al Napoli».

«Al Napoli? Guarda che giochiamo con la Fiorentina…».

«Si ma prima andiamo a Napoli».

«E te come lo affronteresti, Bepo?».

«Unico ragionamento da fare è sugli acciacchi: se Ilicic non è al 150 per cento, meglio che riposi. Stesso discorso per Gomez. Gli altri li farei comunque giocare, magari un tempo per uno a de Roon e Freuler e occhio anche dietro alle rotazioni. Ma riposare al 100 per cento la gara prima non porta benissimo. Guarda Roma con noi a Copenaghen e la Juve martedì…».

«Però partiamo dal 3-3, siamo in vantaggio…».

«Dimenticalo! Prima il Napoli, poi la Fiorentina e pensiamo solo che partiamo 0-0. Il resto è un sogno da afferrare. Adòss!»

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