A piedi ho smaltito la rabbia
E ora prendiamo la Champions

«Ho fatto Treviglio-Bergamo a piedi. Perdìt ol treno, smaltìt la rabbia».

Il Bepo è sfinito, lo incontro alle 7 della sera del giorno dopo la finale persa a Roma e il suo racconto è travolgente.

«Bepo, ma tra Treviglio e Bergamo ci sono un sacco di treni. Come mai a piedi?».

«Perché m’è girat i bale. Ho perdìt ol treno e l’ho facia a pe. Ma l’è mia l’önica che ho cumbinat (perché mi sono girate le balle, ho perso il treno e ho fatto la strada a piedi)».

«Del tipo?».

«Dopo la partita ho fatto il bagno a Fontana di Trevi. Lo avevo promesso al mattino in caso di successo e l’ho fatto».

«Bepo, ma abbiamo perso…».

«Io non ho perso, noi ventiduemila non abbiamo perso. Il risultato è stato di 2-0 per la Lazio ma il popolo atalantino ha vinto. E io ho fatto festa lo stesso».

«Hai ragione da vendere, avrei dovuto farlo anche io. Siamo stati uno spettacolo. Ma della partita cosa mi dici?».

«Dico che un cieco non può stare al VAR. Dico che ogni tanto bisognerebbe avere anche le palle di aspettare e decidere le cose giuste, non quelle più comode. E dico anche che il direttore ha ragione: almeno non prendeteci in giro anche dopo».

«In tribuna stampa avevamo i televisori, il replay ha chiarito quasi subito ogni dubbio ma è tutto incredibile. Certo, noi potevamo fare meglio».

 

 

«Fabio, è una finale. L’hai vissuta tu in modo strano, l’abbiamo vissuta tutti con enorme trasporto. Figurati i ragazzi in campo. Può succedere. Ma sono orgoglioso, l’ho detto anche al Milite Ignoto».

«Cosa?».

«Dopo il bagno a Fontana di Trevi, col frecc che ghera, so ‘ndac a troal. La notte di Roma davanti all’Altare della Patria ha sentito le mie urla: “Milite, Militeeeeeeeee! Siamo Bergamaschi e non conosciam confine!”».

«Sei matto Bepo. Ma più passano le ore e più mi resta la grandezza di cosa abbiamo fatto e quasi non penso al 2-0 degli altri».

«Ta do öna ma (ti do una mano): il comportamento della nostra gente è stato esemplare. E le capre che ci minacciavano e alla fine hanno dato fuoco a una macchina della polizia municipale hanno fatto casino da sole».

«Altra grande verità. Considerando anche che hanno fatto dormire cinquecento ragazzi della Curva in terra in stazione Aurelia e non c’è stato il minimo problema, devo dire che anche su quel fronte l’Atalanta ha vinto al 500 per cento. Certo, adesso bisogna reagire e conquistare la Champions».

«Dipende tutto da noi».

«Anche con la Juve di mezzo?».

«Certo, dipende tutto da noi».

«Bepo, sei fiducioso come me insomma…».

«Fabio, la Juve non ha obiettivi e noi possiamo scrivere la storia. Il Milan farà sei punti, la Roma forse no, ma noi a Torino abbiamo tutto quello che serve per non perdere. Perché quello ci basta».

«Anche io sono convinto che possiamo fare bene, per come ho visto l’Atalanta in questa stagione penso addirittura che possiamo vincere…».

«Fabio, esagera mia…».

«Si punta sempre in alto, sempre».

 

 

«Vero, brao giornalista. Ma dim un po’ (dimmi un po’): mangiat negot a Roma?».

«Perché mi chiedi Bepo?».

«Non ho visto nemmeno una foto dei tuoi piatti… di solito li metti».

«Tonnarelli cacio e pepe più saltimbocca alla romana la sera di martedì, carbonara e polpette al sugo il mercoledì: spettacolo assoluto!».

«Brao giornalista. Me o finìt u salam intrec (io ho finito un intero salame). Con i rosete del Guido paneter (con le rosette del panettiere Giudo): che bel campà (che bel vivere)».

«Bepo, hai vinto anche a tavola: Bergamo ha vinto su tutti i fronti, trofeo e coccarda sono un dettaglio».

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