Semplice, diretto, esaltante
De Roon suona la carica

È il giorno della vigilia, domani si scrive la storia. Non sappiamo come andrà a finire ma siamo sicuri che l’Atalanta ce la metterà tutta e regalerà agli oltre ventunmila bergamaschi al seguito una serata di cui essere orgogliosi. RaiSport ha realizzato con Marten de Roon questa intervista esclusiva, le domande sono del collega Andrea Riscassi e la cosa più bella è che il numero 15 olandese è assolutamente lo stesso di sempre. Semplice, diretto, esaltante.

Marten de Roon, che cosa ti aspetti dalla finale di mercoledì?

«Tante emozioni, non solo per noi ma per tutti i tifosi. Ho sentito che saranno venticinquemila quelli che verranno a Roma. Sarà qualcosa di straordinario, di speciale. Vogliamo vincere. Se sei così vicino a vincere un trofeo, una coppa, devi vincere. C’è tanta voglia di far vedere qualcosa di bello mercoledì sera».

Tu hai un rapporto speciale coi tifosi, un po’ perché sei andato via e poi sei tornato. Che cosa rappresenta la vostra tifoseria?

«Sono molto attaccati alla squadra, sono molto vicini a noi. Ci parlano sempre quando siamo in giro in città. Nei momenti difficili ci sono sempre. Adesso viviamo tutti insieme momenti molto belli. Ma è una tifoseria che c’è sempre. Lo stadio è sempre pieno. Ci seguono in tanti anche in trasferta. Se ci saranno venticinquemila bergamaschi a Roma significa che l’Atalanta ha una tifoseria speciale».

Che stagione è fino ad ora questa dell’Atalanta?

«Fino a ora è una stagione molto bella, giochiamo molto bene, ma come hai detto è “finora”. In due settimane ci giochiamo tutto, vogliamo finire bene. Vogliamo tutto ma almeno in Europa vogliamo andare. E anche vincere una coppa. Se sei così vicino a tutti gli obiettivi, vuoi raggiungerli».

Come descriveresti il presidente Percassi?

«Una persona molto seria, ma quando lui è con noi più un tifoso che un presidente. È sempre molto contento per come va la squadra. Penso che faccia un lavoro straordinario con la società, con i giocatori che compra, con il mister. Io penso che si debbano fare solo complimenti per il lavoro che sta facendo il presidente Percassi».

Mentre Gasperini come lo descriveresti?

«Il Mister è molto bravo. Tatticamente per me è il migliore che si possa trovare in Italia o almeno per quella che è la mia esperienza. È molto serio. Passa tutto il tempo a preparare le partite. Già dalla settimana prima. E sul campo con lui si gioca intensamente, così come intensamente ci si allena. E io penso che la sua intensità aiuta i giocatori anche per mettere la testa in campo».

Hai segnato un po’ di gol quest’anno e ne hai fatto anche uno importante in Coppa Italia. Che emozione è stata?

«Il gol alla Fiorentina è stato emozionante perché è stato anche abbastanza bello. Sul momento, quando eravamo un po’ in difficoltà sul 2-2, è stato importante. E quando faccio un gol (perché non faccio tanti gol) sono fin troppo contento! Non so neanche come esultare… Il gol ti regala un’emozione incredibile. E sono contento di averne fatti un paio. Anche se a far gol ci pensano Zapata, Papu e Ilicic…».

E fare un gol in finale che cosa significherebbe?

«Sarebbe inspiegabile. Spero di fare gol ma più importante sarà il risultato della squadra».

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