Sì a un altro colpo in attacco
Nessuna follia per Malinovskyi

L’operazione Muriel e la conferma di Pasalic cambiano la prospettiva del mercato atalantino. Il motivo è semplice: a Gasperini servono ancora un attaccante e un centrocampista – a meno di uscite, gli altri reparti sembrano a posto -, ma il prossimo investimento “a bocce ferme” (quindi senza cessioni) sarà fatto in avanti. Questo significa che Malinovskyi del Genk o qualsiasi altro innesto in mezzo dovrà essere un affare per i nerazzurri. Un’operazione da Atalanta.

 

 

Ora serve una soluzione, non una follia. Cerchiamo di approfondire il discorso. Da quello che si apprende, la Dea ha proposto al Genk circa 15 milioni di euro compresi bonus e pagabili in diverse annualità per accaparrarsi il centrocampista ucraino Malinovskyi. Una modalità di acquisto simile a quella di Zapata per il tipo di pagamento che permette di spalmare su più anni di bilancio l’arrivo di un giocatore che sarebbe utile ma non rappresenta una necessità assoluta. L’Atalanta in questo momento cerca il quarto centrale di centrocampo per rafforzare il reparto, non un titolare fisso. È molto diverso. Le stesse voci che parlavano di Fofana sono smentite in partenza: l’Udinese chiede 15 milioni, è vero che l’Atalanta ha tra le mani la carta giusta (Barrow) per abbassare un po’ il costo e che a Udine è arrivato PierPaolo Marino, ma siamo sempre al punto di partenza: non si faranno follie per questo ruolo. Estremizzando il concetto e considerando pure l’arrivo di Pasalic, se prima la proposta per Malinovskyi era 12 milioni + 3 di bonus, oggi avrebbe molto più senso fare 3 milioni di prestito oneroso + 12 di riscatto. Ci sono de Roon, Freuler e Pasalic: siamo l’Atalanta, e il passo va fatto lungo come la gamba.

 

 

In attacco è diverso, lì si può migliorare. Per diversi mesi abbiamo scritto che Zapata-Gomez-Ilicic era un tridente di lusso per una squadra come l’Atalanta che aveva solo il campionato come impegno lungo da portare a termine in bellezza. I tre moschettieri hanno fatto faville e si sono pure distinti in Coppa Italia. Adesso che è arrivato Muriel (15 milioni + 3 di bonus) è probabile che venga comunque fatto un nuovo sforzo e va solo capito che tipo di giocatore prendere. Serve di più un Verdi o un Pavoletti? Nel primo caso si alzerebbe il tasso di imprevedibilità, nel secondo si aggiungerebbero peso e capacità realizzative con soluzioni aeree per un miglioramento tangibile di una rosa che ha già acquisito velocità e potenza nello spazio oltre che soluzioni da fermo con Muriel. L’Atalanta investirà su questo fronte, resta da capire se subito o a ridosso del ritiro, ma la prospettiva di avere un quinto attaccante pronto subito è veramente interessante: la Dea di Champions sarà forte. Molto forte.

 

 

Il capolavoro Pasalic e la difesa. L’Atalanta negli ultimi giorni ha comunque confermato di avere anche un canale importante con una realtà di massimo livello come il Chelsea. Riuscire a strappare alla “zarina” Marina Granoskaya (direttore generale dei londinesi) un rinnovo del prestito oneroso con diritto di riscatto quando i “blues” hanno il mercato bloccato significa avere peso: da 15 milioni di riscatto si è passati a un piccolo sforzo per il prestito in modo da tenere le risorse per altri ruoli.
L’unico reparto che, al momento, non è oggetto di valutazioni particolari è la difesa. Con Masiello, Palomino, Djimsiti e il recuperato Toloi, oltre a Mancini, ci sono cinque uomini per tre posti, e se anche dovesse partire il toscano, già titolare sia con la Nazionale di Mancini che in under 21, verso Roma o Milan, non è detto che l’Atalanta faccia follie per un altro elemento: in rosa ci sono Varnier e Ibanez, in particolare il brasiliano è arrivato a gennaio e ha avuto cinque mesi per imparare il calcio di Gasp. In più, dietro possono anche giocare Castagne o Hateboer, chissà che non si aprano scenari sulle fasce.

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