I tifosi più sorpresi che delusi
Ma ora forza, c’è la Fiorentina

Il giorno dopo, è tutto ancora molto difficile. Però le ore che passano, il sonno che finalmente rimedia alla stanchezza e la luce (nerazzurra) in fondo al tunnel croato fanno subito tornare a tutti la fiamma della speranza: persa male la prima battaglia, ora tocca fare ancora di più per continuare a crederci davvero. In cosa? Semplice, nella possibilità di migliorare. Sempre e contro qualsiasi avversario. Perché il calcio ogni giorno riserva sorprese e permette di sognare davvero. Quindi, avanti senza paura. Con lo spirito da Atalanta.

 

 

I tifosi sono sorpresi, non delusi. La sensazione più forte che si avverte parlando con chi ha visto la partita (allo stadio o in tv) è di una grande, amara sorpresa. In queste situazioni non c’è un’attesa che viene confermata dai fatti, non ti aspettavi difficoltà, quindi quando le vedi materializzarsi trovi conferme e sconcerto. C’era grande fiducia, si pensava a una squadra da affrontare con ottime possibilità di vincere e invece ci hanno distrutto (calcisticamente parlando) con le stesse armi nostre. Intensità e aggressività.
L’Atalanta ha corso appena un chilometro in meno rispetto alla Dinamo Zagabria eppure è sembrato di assistere a una sfida tra chi gareggiava in Ferrari e chi invece era al volante di una Fiat 600. Rivedendo le immagini in tv, lo abbiamo fatto in tanti, si capisce invece che la Dea ha preso gol in situazioni certamente evitabili e contro avversari che hanno sorpreso per quello che sono riusciti a fare. Avete letto bene: la Dinamo Zagabria ha vinto con uomini che (Olmo a parte) hanno fatto molto più di quanto avevano dimostrato fino a poche ore prima del fischio d’inizio.

 

 

Il sondaggio di Radiodea: avanti così. Per capire ancora meglio il pensiero della gente, la pagina Facebook Radiodea ha proposto un sondaggio che in poche ore ha raccolto quasi ottocento partecipazioni. La domanda che è stata posta era la seguente: “In Europa la Dea deve prendere qualche accorgimento tattico? So che se occupa il Gasp, ma volevo la vostra impressione”. La vittoria è andata con il 59 per cento dei voti al “NO, avanti così” contro il 41% che ha votato “SI, meglio più coperti”. Nei commenti si è ragionato parecchio su come il mister potrebbe intervenire e il concetto più forte che è stato espresso da chi ha votato NO è questo: siamo arrivati così in alto con le nostre caratteristiche e giocando un calcio di un certo tipo, vietato cambiare adesso. Il “partito del SI”, invece, ha provato a ragionare su come coprirsi un po’ di più, immaginando che la mossa iniziale Malinovskyi per Ilicic (quindi un 3-5-2 puro invece che un 3-4-1-2) avrebbe potuto dare risultati migliori. Tutte supposizioni, ovviamente.

 

 

Testa alla Fiorentina, tutti al Tardini. Fortunatamente il calcio offre sempre prove d’appello e domenica al Tardini c’è la sfida alla Fiorentina. La prevendita non sta andando benissimo, a ieri sera erano circa 7.600 i biglietti staccati, ma la speranza è che aumentino sensibilmente nelle prossime ore: almeno a diecimila bisognerebbe arrivare, anche per dare un segnale importante al gruppo del tipo “noi ci siamo e non vi lasciamo”.
Sul fronte della formazione, qualche cambio rispetto a Zagabria è scontato e ci sono Palomino, Castagne, Pasalic, Malinovskyi e Muriel che scaldano i motori. Difficile pensare che tutti scendano il campo dal primo minuto, ma considerando che poi si gioca a Roma (mercoledì 25 settembre) e a Reggio Emilia con il Sassuolo (sabato 28 settembre) prima della gara di San Siro contro lo Shakthar Donetsk (martedì 1 ottobre), è prevedibile che Gasperini gestisca un po’ le forze.

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